Il sindaco Federico Sboarina e il consigliere comunale Vito Comencini rispondono al consigliere Flavio Tosi riguardo alla revoca della cittadinanza onoraria all’ex Premier ucraino Petro Poroschenko.
Concessa nel giugno 2016 per “meriti riguardanti il ritrovamento in Ucraina dei quadri rubati a Castelvecchio in novembre 2015”, la cittadinanza onoraria è stata revocata a dicembre 2017 perché la riconsegna è avvenuta a distanza di mesi non senza polemiche. Inoltre, le indagini per il ritrovamento erano in realtà state svolte e supportate dalle Autorità giudiziaria e investigativa locali.
Le opere furono ritrovate a Odessa il 6 maggio 2016 ma solamente il 21 dicembre, a distanza di molti mesi, i quadri vennero riconsegnati, tanto che nel frattempo Poroshenko fu denunciato il 21 novembre per appropriazione indebita.
Per questo motivo l’amministrazione Sboarina decise di revocare la cittadinanza onoraria, “fermo restando i profondi sentimenti di amicizia che legano la città di Verona all’Ucraina e ai suoi cittadini”.
“In queste ore non c’è tempo per le meschinità – ha sottolineato il sindaco Sboarina -. Solo una persona priva di valori può pensare di sfruttare la tragedia dell’Ucraina pur di sparare l’ennesima bugia da campagna elettorale. Ci sono vittime innocenti e il mondo sta piombando in una catastrofe, ma il consigliere Tosi da sciacallo stravolge la delibera che tutto il Consiglio comunale, minoranze comprese tranne lui, ha votato. L’allora presidente Poroshenko, non solo era un personaggio discutibile, ma non ha nemmeno avuto un atteggiamento limpido nei confronti di Verona. Dal ritrovamento dei quadri rubati a Odessa alla restituzione a Castelvecchio sono passati sette mesi, senza che l’allora presidente dell’Ucraina facesse nulla. Questo il motivo per cui gli è stata revocata la cittadinanza onoraria, con una delibera che contemporaneamente ribadiva l’amicizia verso il popolo ucraino. Ecco perché siamo davanti a sciacallaggio puro. A tutto c’è un limite, in politica non è tutto lecito. Etica e rispetto per le tragedie non devono mai mancare“.
“Trovo alquanto imbarazzante l’uscita su Poroshenko di Tosi – ha aggiunto il consigliere Comencini -. Mi auguro che alla base ci sia solo una certa ignoranza per cui non sa che Poroshenko non è più presidente da alcuni anni, in quanto è stato sonoramente mandato a casa dai cittadini ucraini, stufi probabilmente delle sue spinte fortemente bellicose, a differenza dell’attuale presidente Zelensky che ha cercato di dialogare con la Russia di Putin. Ma probabilmente il consigliere Tosi ignora pure che Poroshenko nel 2019 era fuggito in Turchia per scampare a gravi accuse penali, rientrandovi solo dopo poche settimane. Ora è chiamato a rispondere davanti alla magistratura ucraina della grave accusa di alto tradimento. Sinceramente purtroppo non mi stupisce affatto che Flavio Tosi esprima ancora simpatie e nostalgie per un personaggio così discusso e discutibile. Togliergli la cittadinanza onoraria era un atto doveroso e rinfocolare ora la polemica è solo puro sciacallaggio e mancanza di seri argomenti riguardanti la buona amministrazione della città”.

