Vantini: “C’è ancora molto da fare per tutelare le terre fertili”
Non si arresta il consumo del suolo in Veneto e in particolare in provincia di Verona.
Il rapporto annuale dell’Ispra sul consumo del suolo evidenzia la situazione negativa della provincia scaligera con il 13,30% di terreno consumato, in valore assoluto ben 41.199 ettari.
Nel 2021 è stata confermata la tendenza degli ultimi anni, con la perdita di altri 185 ettari di terreno destinati alla cementificazione. Su questo dato la provincia veronese detiene il primo posto a livello regionale.
“Questo dato evidenzia che c’è ancora molto da fare – afferma il presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini – benchè negli ultimi tre anni le normative regionali sul tema abbiano permesso di ridurre la sottrazione di suolo fertile rallentando la corsa al cemento. La difesa del patrimonio rurale e della disponibilità di terre fertili non è più derogabile. Questa necessità è diventata sempre più evidente a seguito della crisi energetica che stiamo vivendo e delle conseguenze del conflitto russo ucraino”.
La nuova norma recentemente varata in Veneto per regolamentare il fotovoltaico a terra, fortemente voluta da Coldiretti, va nella direzione di contenere il consumo di suolo agricolo perché mette un freno proprio agli impianti industriali.
A livello nazionale è scomparso più di 1 terreno agricolo su 4 (-28%) seguendo un modello di sviluppo sbagliato che purtroppo non si è ancora arrestato e mette a rischio l’ambiente, la sicurezza dei cittadini e la sovranità alimentare del Paese in un momento difficile.
Le aree perse in Italia dal 2012 – sottolinea la Coldiretti – avrebbero garantito la fornitura complessiva di 4 milioni e 150 mila quintali di prodotti agricoli e l’infiltrazione di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua di pioggia che ora, scorrendo in superficie, non sono più disponibili per la ricarica delle falde e aggravano la pericolosità idraulica dei nostri territori segnati dal moltiplicarsi di eventi estremi dalla siccità ai violenti temporali.
Nello stesso periodo – precisa la Coldiretti – la perdita della capacità di stoccaggio del carbonio di queste aree (oltre tre milioni di tonnellate) equivale, in termini di emissione di CO2, a quanto emetterebbero più di un milione di autovetture con una percorrenza media di 11.200 km l’anno tra il 2012 e il 2020: un totale di oltre 90 miliardi di chilometri percorsi, più di 2 milioni di volte il giro della terra.
“Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia deve difendere il patrimonio agricolo e la disponibilità di terra fertile puntando a una forma di sovranità alimentare che crei le condizioni perché il Paese diventi autosufficiente nella produzione di cibo – aggiunge Vantini e sottolinea – occorre anche accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ancora ferma in Senato, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.

