Non so se questo Tour de France passerà agli annali come il secondo del danese Vingegaard, o come quello della debacle dello sloveno Pogacar. Tadej si è presentato al via sotto i migliori auspici, seppur con pochi giorni di gara sulle spalle dopo l’infortunio alla Liegi-Bastogne-Liegi. Grande fiducia girava attorno a lui, purtroppo rivelatasi parzialmente mal riposta. Ha lottato e combattuto per due settimane, poi, la preparazione forzata e i postumi della caduta primaverile lo hanno costretto ad alzare bandiera bianca. Comunque per lui un buon secondo posto, una maglia bianca classifica giovani e due tappe. Ma chi è questo ventiquattrenne giá stella del panorama internazionale e con un palmares degno (e superiore) a quello di molti che sono stati considerati campioni?
Diventato professionista nel 2019 coglie già tre vittorie e un terzo posto alla Vuelta di Spagna di quell’anno. Sarà, però, il 2020 l’anno della sua consacrazione con una vittoria a sorpresa (davanti ai favorito connazionale Roglic) alla Grande Boucle. Il 2021 vedrà la sua conferma nella corsa gialla e altre numerose affermazioni tra cui la classifica generale delle Tirreno-Adriatica, una Liegi e un Lombardia. Nel 2022 partirà fortissimo certo di un tris in Francia, ma sarà sonoramente sconfitto da Vingegaard. Porterà a casa comunque una Tirreno-Adriatica, un giro di Slovenia, un Uae Tour e un secondo giro di Lombardia. Nel 2023 comincierá vincendo una Parigi-Nizza, un giro delle Fiandre, una Freccia Vallone e una Amstel Gold Race. Mentre giá progettava il tris in giallo a Parigi, ecco l’infortunio che interromperà quella che sembrava un’annata straordinaria. A luglio si ripresenta al Tour, ma dopo due vittorie parziali dovrà accontentarsi solo del secondo posto (però ben a 7 minuti dal vincitore).
Non ti abbattere Tadej! Il tris in Francia è solo rinviato!
PS: hai mai provato a vedere se il rosa potrebbe donarti? É solo un suggerimento…
di Matteo Peretti

