Dopo le dimissioni di Daniele Polato, proiettato verso le elezioni europee
Con le dimissioni da consigliere nel consiglio comunale di Verona di Daniele Polato per generici “impegni istituzionali” e, comunque, ancora consigliere regionale (Verona è già tappezzata di suoi manifesti in vista dell’ufficializzazione della candidatura alle prossime elezioni europee dei giorni 8 e 9 giugno), il testimone di capogruppo di Giorgia Meloni Fratelli d’Italia – Sboarina sindaco passa, ora, a Massimo Mariotti, vecchia guardia della destra sociale.
Consigliere comunale di lungo corso (dal 1993 e sempre rieletto) e già assessore con varie deleghe, nella sua carriera politico-amministrativa è stato anche vicepresidente di ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale della Provincia di Verona), presidente di AMT (Azienda Mobilità e Trasporti) Verona Spa, presidente di Acque Veronesi, vicepresidente di Verona Mercato Agroalimentare, oltre ad aver ricoperto altre importanti cariche come consigliere di ministri (Mirko Tremaglia, per gli Italiani nel mondo, Gianni Alemanno, Risorse agricole e forestali), in consigli direttivi e d’amministrazione ecc.
È stato, poi, presidente della Casa di riposo “Zerbato” di Tregnago, consigliere dell’Associazione Veronesi nel mondo, componente della Consulta Permanente dell’Emigrazione della Regione Veneto, consulente del sindaco di Verona per l’Emigrazione Veronese ed altro ancora.
Dopo la sua ennesima rielezione a Palazzo Barbieri, Mariotti è presidente della Commissione consiliare 7^ Controllo e trasparenza.
Ma di cosa s’occupa specificatamente questo organismo comunale?
Risponde l’interessato.
«Verifica le congruità delle azioni della Giunta rispetto al programma previsto dal DUP (Documento Unico di Programmazione) e fa delle audizioni su temi di carattere politico-amministrativo».
Un commento sulla Giunta Tommasi e sul suo operato finora.
«Basta ascoltare i cittadini veronesi. Gli esponenti della Giunta non hanno alcuna esperienza amministrativa e, ancora peggio, non possono avvalersi del supporto dei dirigenti esperti che, in questi ultimi anni, sono andati in pensione. Quando avranno capito come funziona la macchina comunale saranno arrivati alla fine del mandato ed ormai sarà troppo tardi».
Qualcosa da aggiungere?
«In ogni mio intervento in Comune ricordo alla coalizione di centro-sinistra che, voti alla mano, non rappresentano la maggioranza degli elettori veronesi in quanto l’attuale sindaco ha vinto sul precedente al ballottaggio, mentre la somma dei voti presi dai partiti del centro-destra è sempre oltre il 60%. Così è stato confermato alle successive elezioni politiche. E così sarà anche alle prossime consultazioni europee, poi alle regionali e, di nuovo, alla scadenza delle amministrative nel 2027. Quando il centro-destra unito rimetterà a posto le cose una volta per tutte».
di Claudio Beccalossi

