Bene l’inserimento della norma che consente alle associazioni Pro-Life di entrare nei consultori nel decreto Pnrr. L’Europa sbaglia: l’articolo è coerente con il contesto indicando come le Regioni possano organizzare “i servizi consultoriali nell’ambito della Missione 6, componente 1, del PNRR e possono avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, anche della collaborazione di soggetti del terzo settore che abbiano una qualificata esperienza nel campo del sostegno alla maternità”.
Bene anche la contrarietà all’ordine del giorno pretestuoso presentato dal Pd.
Questo è un segnale forte dell’Italia, che da tale posizione si dovrà esprimere, come tutti gli Stati membri, sulla modifica effettiva della Carta dei Diritti UE con l’introduzione del diritto all’aborto.
Nel merito del tema consultori, è possibile che fra le donne che decidono di abortire qualcuna sia spinta a questa scelta da problemi che considera insormontabili, ma che potrebbero avere soluzione? Ecco il senso di aprire le strutture ad associazioni anti-abortiste: avere una risposta, un sostegno per dare soluzione a questioni che potrebbero indurle o costringerle a rinunciare alla maternità. Esiste la legge 194, ma è un dovere per le istituzioni fornire loro un aiuto se in difficoltà, così da avere tutti gli elementi per prendere una decisione giusta per sé e per la propria situazione, ricevendo alternative concrete all’aborto.
Così Alessandra Basso, eurodeputata Lega-ID.

