Lo scorso otto ottobre ci eravamo lasciati con la convinzione che i nostri mercati avrebbero raggiunto i massimi 2019 in dicembre (https://ilgiornaledeiveronesi.it/borsa-di-milano-terzo-trimestre-2019-preparativi-per-il-rally-di-fine-anno/ ). E’ andata così? La risposta è affermativa.
Il nostro FTSE-MIB (indice dei 40 titoli a maggior capitalizzazione della Borsa di Milano) ha confermato in questi ultimi tre mesi il trend crescente di tutto l’anno, e ha raggiunto il tetto dei 24.000 punti il venti dicembre. Solo a inizio ottobre e dicembre ci sono state piccole prese di beneficio e correzioni di due o tre punti percentuali. Il 2019, quindi, nonostante le ultime tre sedute negative, ha permesso agli investitori dei guadagni a due cifre, e ben superiori alle aspettative di molte banche d’affari (cfr. https://ilgiornaledeiveronesi.it/verona-e-possibile-difendere-il-proprio-patrimonio-dai-rischi-del-mercato-2/ ).
Quali i motivi?
Per prima cosa, le Banche Centrali sono tornate iper-accomodanti ( https://ilgiornaledeiveronesi.it/banche-centrali-tutte-le-carte-sul-tavolo/ ) e con politiche favorevoli per l’economia. A fine 2018 chi avrebbe scommesso, infatti, su tre tagli dei tassi da parte della FED, e su un nuovo QE da parte della BCE? In secondo luogo, sembra raggiunta (in attesa di capirne i veri contenuti) l’attesa pace commerciale tra USA e CINA. Infine, potrebbe arrivare a inizio anno (Boris Johnson permettendo) una auspicabile “soft BREXIT”. Tutti questi elementi hanno messo le ali ai mercati: +26% il Msci World, valore che sintetizza l’andamento delle borse del globo.
E il 2020?
Le previsioni si sprecano. La temuta recessione prevista per il 2019 e 2020, che spaventava molti esperti nel 2018, sembra scongiurata. Le timide prospettive di ripresa economica, e la lunga coda delle buone notizie dell’anno appena concluso, dovrebbero (ma il condizionale è d’obbligo) garantire un inizio positivo e, forse, un trend ancora crescente.
Andrà veramente così?
Potrebbe essere, però, la politica a dettare legge. Le elezioni USA, la rudezza di Johnson nel Regno Unito verso l’Europa, la nuova voglia di indipendenza scozzese, l’incapacità di organizzare un fisco comune da parte del vecchio continente, e la tenuta del governo filo-UE in Italia (senza dimenticare le tensioni in Medio Oriente) sono le principali possibili turbative. Pochi gli aiuti che sembrano poter giungere ancora dalle Banche Centrali, ormai rimaste con poche altre munizioni.
In sintesi: si vede un po’ di sereno all’orizzonte, ma occhi aperti e massima attenzione a ogni nuvola!
La miglior azione del FTSE MIB 2019 è stata Azimut Holding con un +123% dal 28/12/18, seguita da Stmicroelectronics (+96%) e Amplifon (+82%). Ferrari, Diasorin e Banca Generali hanno realizzato, invece, rialzi di oltre il 50%. In rosso, invece, è rimasta solo Pirelli. Di seguito si riportano alcuni risultati dei principali indici della nostra borsa al 30 dicembre (fonte www.borsaitaliana.it):
FTSE MIB: 23.506 (+28,28% dalla chiusura del 28/12/18),
FTSE ITALIA ALL-SHARE: 25.629 (+27,20% dalla chiusura del 28/12/18),
FTSE ITALIA MID CAP: 40.422 (+18,29% dalla chiusura del 28/12/18),
FTSE ITALIA SMALL CAP: 22.519 (+28,13% dalla chiusura del 28/12/18).
di Matteo Peretti

