(AVN) Venezia, 11 ottobre 2017
“Se davvero la situazione fosse paragonabile a quella dei carri bestiame, come in modo inappropriato la consigliera del Pd afferma, non ci sarebbero solo 17 reclami da parte dei viaggiatori dall’inizio di quest’anno. Migliorare i servizi di trasporto pubblico è un obiettivo che la Regione si è data e al quale sta lavorando con impegno: non fornisce certamente un aiuto chi, solo per avere visibilità, distorce i fatti e dipinge quadri apocalittici che non esistono”.
Risponde così l’assessore alle infrastrutture e trasporti della Regione del Veneto alla denuncia di presunti gravi disservizi, dovuti essenzialmente al sovraffollamento dei treni, mossa da una consigliera veronese del Pd.
“Sono accuse persino offensive nei confronti di chi è quotidianamente impegnato nell’offrire un trasporto dignitoso e puntuale – prosegue l’assessore –. Si guarda bene dal dire, infatti, la consigliera, che se i passeggeri sono in costante aumento lo si deve proprio al fatto che la qualità del servizio è migliorata e sono sempre di più le persone che scelgono il treno per i loro spostamenti di lavoro e di studio. E insieme a Trenitalia, costantemente da noi incalzata a prestare le dovute attenzioni alle necessità dei pendolari, stiamo operando su più fronti per incentivare ulteriormente l’uso del mezzo pubblico, rinnovando il materiale rotabile, cercando di fornire maggior confort e sicurezza ai viaggiatori, monitorando i tempi di percorrenza, intervenendo nelle situazioni di disagio che si manifestano e ci vengono segnalate”.
Secondo le informazioni e i dati forniti da Trenitalia alla Regione, quasi tutti i treni veloci sono effettuati con moderno materiale Vivalto (con 5, 6 o 7 vetture). Può accadere che si verifichi un guasto, come è avvenuto l’altro giorno, quando il gestore si è visto costretto a effettuare il servizio in partenza da Verona alle 8.21 con 5 carrozze da media distanza e soli 400 posti offerti: ma si tratta di un caso isolato, che ha generato disagi effettivi a Vicenza. L’alternativa sarebbe stato cancellare il treno.
Sulla Verona-Venezia, spiega Trenitalia, si mettono a disposizione quotidianamente 50 mila posti. Due sono i treni molto utilizzati, entrambi al mattino ed entrambi diretti da Vicenza e Padova: quello che parte alle 7.38 (600 posti offerti, 650 viaggiatori medi con punte superiori) e quello che parte alle 8.02 (800 posti offerti, 800 posti occupati). Negli ultimi due anni, Regione e Trenitalia hanno aumentato di 1.000 posti l’offerta tra Verona/Vicenza e Venezia nella fascia oraria maggiormente “trafficata” e su sollecitazione della Regione si sta lavorando a un nuovo treno che si posizionerà tra i due treni suddetti in servizio sulla tratta Vicenza-Padova, creando, tra l’altro, una relazione diretta tra Schio e Padova. Trenitalia segnala, inoltre, che i disagi sono anche provocati dalla tendenza di numerosi passeggeri diretti a Venezia di ammassarsi nelle vetture di testa per poter scendere più velocemente quando giungono a destinazione.
In tema di puntualità, poi, l’andamento sulla linea Verona-Venezia, nel 2017, indica un netto miglioramento rispetto all’anno precedente (ad esclusione del solo mese di febbraio), passando da un consuntivo annuale del 91,82% a un 94,49% (+2,66). La puntualità 2017 della linea in questione è superiore a quella veneta, che si attesta a una media del 93%.
“Per quanto riguarda, poi, le risorse stanziate per il trasporto pubblico locale – conclude l’assessore –, giova ricordare alla consigliera del Pd che la Regione del Veneto integra con fondi propri le risorse provenienti dal Fondo per il TPL nazionale, sempre più limitate a causa dei continui e sanguinosi tagli, destinando ai servizi ferroviari 18,2 milioni di euro nel 2017, 20,7 milioni di euro nel 2018 e 25,2 milioni di euro nel 2019. Forse la consigliera farebbe cosa più utile per i veneti se protestasse con i suoi compagni che governano a Roma e che con assoluta nonchalance ridimensionano di anno in anno i trasferimenti per i servizi essenziali ai cittadini. Ma anche questo la consigliera fa fatica a ricordarlo…”.

