Riuscirà il britannico Froome (risolto il caso salbutamolo) a ottenere la storica doppietta Giro-Tour che manca dal 1998 (dai tempi di Marco Pantani)? La Movistar delle tre punte Quintana, Valverde e Landa lo impensierirà? Porte potrà essere il secondo australiano (dopo Cadel Evans nel 2011) a portare nella terra dei canguri la maillot jaune? La Francia avrà, dopo 33 anni,un proprio portacolori sul gradino più altro del podio, e magari sarà il transalpino Romain Bardet (già secondo nel 2016 e terzo nel 2017)? Il nostro Vincenzo Nibali avrà qualche speranza di bissare il 2014?
A queste e ad altre domande risponderà la strada, che dal prossimo 7 luglio sarà giudice implacabile per le ambizioni e speranze di molti ciclisti che ambiscono alla vittoria del Tour de France numero 105.
Il percorso
Dopo due tappe per velocisti, la Grande Boucle entrerà nel vivo già il 9 luglio con una crono a squadre di 35 km. Non si deciderà qui il vincitore del Tour, ma il perdere minuti preziosi, dopo solo tre giorni, potrebbe condizionare la corsa di molti.
Superate alcune frazioni di trasferimento, intervallate da altre più insidiose (la sesta tappa, ad esempio, arriva sul Mur de Bretagne su uno strappo di 2 km), toccherà a domenica 15 il dare un primo severo giudizio per i pretendenti al trionfo. I 23 km di pavè (il particolare ciottolato delle campagne del nord francese)previsti nella nona giornata di gara, sulle strade già rese immortali dalla classica di primavera Parigi–Roubaix, regaleranno sicure sorprese.
Passato il primo giorno di riposo, toccherà alle Alpi regalare nuovi duelli tra i leader. La decima, undicesima e dodicesima tappa presenteranno tre giornate con montagne a ripetizionee con due arrivi in quota. Il 19 luglio, in particolare, si arriverà sull’Alpe d’Huez, cima già domata dai nostri Coppi, Bugno, Pantani, Conti e Guerini.
Affrontataanche la difficile frazione di sabato 21 (numero quattordici, con arrivo a Mende), la sedicesima, diciassettesima e diciannovesima giornata faranno fare agli appassionati indigestione di scalate pirenaiche. In dettaglio,la numero diciassette (25 luglio) sarà una tappa sperimentale di soli 65 km, con partenze dei corridori in“griglie” da “motomondiale” (sic!), e con ben 40 km di arrampicate.La diciannove, invece, supererà i mitici Col du Tourmalet e d’Aubisque.
L’unica cronometro individuale in programma (sabato 28 luglio, tappa venti) definirà la classifica finale. La sua lunghezza di 31 km porterà sicuramente interessanti distacchi e riscriverà parzialmente la graduatoria.
Infine, domenica 29 luglio, a Parigi, i sopravvissuti completeranno il percorso di gara con una tappa pianeggiante che arriverà, come da tradizione, sui Campi Elisi.
Matteo Peretti

