Senza nulla togliere ai tanti meritevoli cacciatori di tappe, senza nulla togliere alla bellezza degli sprint di gruppo e senza nulla togliere alla grinta del “rosa” Armirail, una domanda sorge spontanea…ma dove sono i favoriti di questa corsa a tappe? Cosa aspettano per darsele di “santa ragione” (sportivamente parlando)? Gruppo compatto a Lago Laceno, pericolo vento a Campo Imperatore, freddo a Crans Montana, quiete a Bergamo …ogni scusa sembra buona per rimandare la resa dei conti tra i favoriti rimasti in gara, e, cioé, l’ex-leader Thomas, il favorito Roglic, l’eterno Caruso e il giovane Almeida.
All’inizio della terza settimana di Giro guida il lotto dei “papabili” il britannico Geraint Thomas, 36enne (quasi 37) e uomo di esperienza.
Ma chi è è questo ragazzo nato a Cardiff e oggi secondo in classifica? Grande speranza del ciclismo inglese, inizia sin da giovane a racimolare interessanti prestazioni soprattutto su pista dimostrandosi un buon cronoman. Cresce nella Sky di Chris Froome del quale sarà in più occasioni una affidabile spalla. Nonostante questo riuscirà a togliersi qualche soddisfazione con qualche buon piazzamento in corse di una settimana. Nel 2018, un po’ a sorpresa, spodesta il suo capitano e vince con due belle vittorie in tappe alpine il Tour de France. Sembra lo sbocciare di un campione. In verità non riuscirà più a ripetersi. Sarà secondo l’anno successivo, dietro al compagno di squadra Bernal e terzo l’anno scorso. Può essere questo il suo anno di grazia? A Roma tra pochi giorni la risposta.
di Matteo Peretti

