L’avevano chiamata in tutti i modi: “La Favola”, “Il Quartiere in Paradiso”, “I Mussi Volanti”, “Chievolandia”. E chi più ne ha, più ne metta. E oggi, qual è la situazione del Chievo?
Undici anni di Paradiso interrotti solo dal Campionato 2007-2008 per uno scivolone, con immediata risalita, in Serie B… Una società, il Chievo, ed una compagine, costruite sulla semplicità, la concretezza, il risparmio, ma soprattutto edificate sul concetto puro di umiltà. Non fosse stato così Campedelli e compagnia non avrebbero avuto la benché minima speranza di sopravvivere in un mondo dove il pallone, purtroppo, ha lasciato da tempo il posto al business. Il Chievo è questo, è sempre stato questo. Cambiano i calciatori e gli allenatori (ma non troppo) e, a parte qualche infinitesimale cambio di rotta, le facce che vedi in Via Galvani sono sempre le stesse. Una piccola (ma grande) famiglia, con qualche velatura di “British”. Una particolare attenzione al futuro, al settore giovanile che pullula da decenni.
Al di là della linea di pensiero però l’avvio di stagione, anche quest’anno, è stato tribolato. Un solo punto in tre gare disputate è il risultato di un campanello d’allarme che ha del déjà-vu. Nulla di particolare, comunque. Troppo presto per fare bilanci. Bel Chievo (che meritava qualcosa in più) a Parma, discreto contro la corazzata Napoli ma fiacco, mollo e senza lucidità a Roma contro la Lazio.
LA DIFESA
Vive per ora sui miracoli e la concretezza di Puggioni. Sette gol incassati in tre partite sono troppi. L’assenza forzata di Dainelli non è una valida giustificazione. Sardo stenta parecchio a destra, Papp non ha dimostrato di essere all’altezza e Dramé vive fra luci ed ombre. Le alternative ci sono. Dietro le quinte scalpitano soprattutto Pamic e Claiton, nuovi acquisti, che potrebbero regalare freschezza al reparto.
IL CENTROCAMPO
Manca di un playmaker di rilievo che possa fare la differenza, ma i nomi ci sono per fare bene ugualmente. Fino a qui ha deluso abbastanza Sestu ed Hetemaj si è rivelato evanescente al pari di Radovanovic. Bene, al contrario, Estigarribia che possiede delle ottime capacità offensive. L’ex doriano resta l’unico superstite del naufragio dell’Olimpico. Ancora da verificare bene Lazarevic. Sufficiente Rigoni, ma poco supportato. Attenzione ad Acosty e soprattutto al giovane Improta proveniente dalla Juve Stabia e gioiellino della Nazionale Under 21 fresco di segnatura nella recente gara contro Cipro.
L’ATTACCO
Vive soprattutto nel segno di Théréau e Paloschi che purtroppo hanno anche sprecato molto. Due gol in tre partite (doppietta di Paloschi). Ai box attendono Samassa e soprattutto il neo acquisto Ardemagni che potrebbe essere la sorpresa di turno. Il Capitano storico Sergio Pellissier viene utilizzato, come l’anno scorso da Corini, come terza scelta. Sia il caso di rimescolare le carte? La parola a Mister Sannino.
di Nicola Di Ciomma

