Il trail running è una disciplina podistica relativamente nuova che sta iniziando a interessare un numero crescente
di runner amatori e non solo.
Non è agevole definire il trail running; infatti, anche i pareri degli addetti ai lavori sono spesso discordanti
sulla definizione di questa disciplina. Alcuni definiscono il trail running come l’espressione atletica
del trekking (altra disciplina sulla cui definizione non c’è un pieno accordo) e dell’alpinismo.
Quel che è certo è il trail running è una tipologia di corsa che differisce notevolmente dalla normale corsa
su strada e ancor di più dalla corsa su pista. I percorsi che vengono scelti per lo svolgersi delle competizioni di trail running,
infatti, sono caratterizzati da un certo grado di difficoltà dal momento che si tratta di sentieri che, spesso e volentieri,
sono quelli utilizzati dagli escursionisti.
Fare trail running comporta quindi l’affrontare percorsi che sono complicati e resi più duri da un continuo susseguirsi
di salite e discese (il profilo altimetrico delle competizioni è generalmente molto impegnativo), fondi sconnessi,
poco stabili o fangosi, sentieri stretti e non facilmente accessibili, presenza di ruscelli da guadare camminando
su sassi o rocce scivolose, boschi da attraversare ecc.
Se chiediamo a un appassionato di trail running il perché del suo amore per questa disciplina, in molti casi è facile sentirsi
rispondere che ciò che lo affascina è legato alla bellezza della natura che caratterizza i percorsi, alla possibilità di correre
liberi senza il vincolo di un riferimento di tipo cronometrico (nel trail running, come nella corsa campestre del resto, non si corre
contro il cronometro, ma, al limite, contro un determinato avversario), all’opportunità di evadere da una realtà cittadina che lascia
spesso a desiderare. È proprio basandosi su queste caratteristiche che molti sostenitori di questa disciplina la considerano un’attività
per tutti.
In realtà, questa posizione appare decisamente ottimistica; in ambito sportivo, c’è una parola d’ordine: gradualità.
Correre non è per tutti e per farlo è necessario prepararsi come faremmo nel caso di un corso di laurea. Parole tanto più vere quando si parla di competizioni
come quelle di trail running (ma lo stesso vale per le corse campestri) che mettono a dura prova non solo la resistenza
fisica, ma anche muscoli, tendini e articolazioni.
Quindi, se siete incuriositi dal trail running, disciplina sicuramente interessante e affascinante, avvicinatevi
con il dovuto rispetto e la necessaria cautela dato che i rischi di infortunio sono sicuramente maggiori di quelli relativi
alla corsa su strada o alla corsa su pista.
Dando per scontata una buona preparazione di tipo atletico, passiamo a fornire qualche consiglio valido per tutti, principianti e no.
Innanzitutto è decisamente consigliabile informarsi a dovere sull’esatta distanza del percorso, sulla tipologia di terreno sul
quale si correrà, sul profilo altimetrico della competizione e sui punti di riferimento sui quali basarsi per potersi orientare al meglio.
Opportuno anche avere notizie sulle previsioni del tempo mettendo comunque sempre in conto brusche variazioni climatiche
(in montagna le condizioni atmosferiche possono cambiare molto rapidamente).
Per quanto riguarda le scarpe, ne esistono di apposite; nelle prime competizioni, quelle meno impegnative che servono per introdurci
alla disciplina, potrebbero essere sufficienti le scarpe utilizzate normalmente sui tipici percorsi stradali, ma in seguito
ci si dovrà orientare su prodotti più tecnici, sicuramente più resistenti e durevoli.
Le scarpe da trail running si caratterizzano per la loro suola particolarmente protettiva (devono assorbire urti più forti di quelli
cui vengono sottoposte le normali scarpe da running)
e per il loro grip molto accentuato (devono permettere di affrontare la salita su ogni superficie e impedire pericolose scivolate in discesa);
il puntale deve essere rinforzato allo scopo di proteggere l’alluce e le altre dita dai vari ostacoli che si incontrano sui percorsi di gara o allenamento;
generalmente la tomaia è impermeabile per garantire la protezione dei piedi da pioggia, neve o fango.
Al momento dell’acquisto, e quindi nello scegliere la taglia, si deve considerare che le scarpe da trail running devono essere indossate
con una calza piuttosto spessa; perdipiù, visto che generalmente vengono indossate per diverse ore di fila, il piede tende a gonfiare un po’.
I prezzi sono generalmente piuttosto alti (si trovano modelli che superano i 150 euro, anche se si trovano buone scarpe spendendo anche diverse decine di euro in meno).
Per quanto riguarda le marche, non c’è che l’imbarazzo della scelta: Asics, Mizuno, CMP, Hoka One One,
La Sportiva, Teva, Montura, Salomon, Topo Athletic, Saucony ecc.
È anche opportuno avere sempre con sé uno zainetto con acqua (esistono zaini specifici per il trail running, dal peso piuttosto
ridotto che permettono di trasportare sul davanti le fiaschette e le altre cose necessarie per un ultra trail;
alcuni modelli possono addirittura essere indossati sulla pelle), barrette alimentari, un giubbotto impermeabile
e un telefono cellulare (non lo si consideri eccesso di zelo: a seconda dei percorsi, un infortunio in montagna può essere molto
serio e non è detto che insieme a noi vi siano altre persone).
È infine consigliabile indossare (o perlomeno avere a disposizione) anche calzamaglie lunghe per proteggere le gambe dalla presenza di arbusti e spine.
Un’ultima avvertenza: in montagna non è impossibile imbattersi in serpenti; di norma questi reagiscono soltanto se avvertono una minaccia,
è quindi opportuno non farsi prendere dal panico e allontanarsi in modo tranquillo.
di Massimo Quintarelli
Quota 3000

