Roma, Circo Massimo – Atreju, kermesse regina di Fratelli d’Italia, s’è conclusa il 15 dicembre, dopo otto giorni dall’apertura, con numeri da far gonfiare il petto d’orgoglio: 50 mila presenze, 73 ore di dibattiti con 527 interventi, 415 volontari (del partito, di Gioventù Nazionale e d’Azione Universitaria) e più di mille giornalisti accreditati e da disparate provenienze internazionali.

Atreju. La via italiana. Risposte concrete al mondo che cambia
La manifestazione, aperta ad ospitare anche voci discordanti se non dichiaratamente nemiche, deve il suo nome ad uno dei protagonisti (appunto Atreiu od Atreyu, in lingua originale Atréju) del romanzo “La storia infinita” di Michael Andreas Helmuth Ende (Garmisch-Partenkirchen, 12 novembre 1929 – Stoccarda, 28 agosto 1995). La prima parte dell’opera dello scrittore tedesco è quasi del tutto rivolta a lui, appartenente ai Pelleverde. Atréju, nella sua lingua, vuol dire “Figlio di tutti”, in quanto orfano adottato dalla tribù. Dimostra un carattere fiero, coraggioso, tenace ed altruista, peculiarità dei Pelleverde.
Organizzato per la prima volta nel 1998 da Giorgia Meloni, allora dirigente romana di Azione Giovani, sezione di Alleanza Nazionale, dal 2009 divenne incontro di Giovane Italia (area giovanile del Popolo della Libertà) e dal 2014 adunata sotto l’egida di Gioventù Nazionale (settore giovanile di Fratelli d’Italia).
Il raduno s’è ispirato al personaggio Atréju per “la sua volontà di lottare contro il nulla che avanza, inteso dal punto di vista filosofico e morale”.
Essendo un’impresa alquanto ardua partecipare a tutti gli appuntamenti (anche concomitanti) dell’intero ciclo in programma, s’è optato per una “selezione” giornalistica degli eventi clou degli ultimi tre giorni.
13 dicembre 2024
In Sala “Cristoforo Colombo” (uno dei due spazi per dibattiti ad Atreju, l’altro è stato “Marco Polo”) scambio di posizioni su “Più investimenti per il riscatto della sanità. La via italiana per la tutela della salute”. Con gli interventi di Orazio Schillaci (ministro della Salute), Marcello Gemmato (sottosegretario al ministero della Salute), Francesco Acquaroli (presidente della Regione Marche), Michele Emiliano (da remoto, presidente della Regione Puglia). Evento introdotto da Francesco Zaffini (senatore e responsabile del Dipartimento Affari regionali e Pubblica amministrazione di Fratelli d’Italia) e moderato da Pietro Senaldi (condirettore di “Libero”).
In Sala “Marco Polo” s’è tenuto l’incontro “Tra abusi e soprusi: un modello per combattere i ladri di case. La via italiana per garantire la proprietà privata”. Ha introdotto il veronese Ciro Maschio (deputato e presidente della 2ª Commissione Giustizia della Camera dei deputati), con gli interventi di Andrea Delmastro Delle Vedove (sottosegretario al ministero della Giustizia), l’ormai “esperto del ramo” Mario Giordano (giornalista che tratta da tempo lo spinoso argomento a “Fuori dal coro”), Fabio Pucci (presidente dell’UPPI, Unione Piccoli Proprietari Immobiliari), Simone Ruzzi (youtuber noto con lo pseudonimo di Cicalone) e Giorgio Spaziani Testa (presidente di Confedilizia).






La giornalista Costanza Cavalli ha moderato l’acceso talk show su un fenomeno d’attualità che brucia al mainstream mediatico dominante che preferisce minimizzare, se non giustificare o, peggio ancora, insabbiare…
Gioventù Nazionale ha esposto (e fatta girare secondo l’esigenza del momento) l’effigie cartonata della “santa protettrice degli sfondatori ed occupatori di case altrui”, tale Ilaria Salis, portata alla gloria del Parlamento europeo dal duo Fratoianni-Bonelli di Alleanza Verdi Sinistra. Giusta la raccomandazione, considerate le “prodezze” illegali della tizia scampata provvisoriamente dal processo in Ungheria: «Prendi posto prima che te lo occupi»…
In attesa di trasmettere i suoi servizi a La7, s’è posizionata dentro e fuori le sale Elena Testi che, col solito “stile” giornalistico di parte, aizzatore ed arrogantello dall’interruzione continua, ha cercato col lanternino frasucole e minutaglie pseudo “fasciste” estrapolate qui e là tra esponenti di Fratelli d’Italia. Un giochetto avvoltoio fallimentare. Soprattutto con Delmastro Delle Vedove che, collegato in diretta con Tiziana Panella, acida conduttrice di “Tagadà”, ha replicato con piglio sferzante e non certo remissivo o manipolabile. Con tanto di ciao finale con la mano del politico che è sembrato, più che altro, una presa per i fondelli…



In Sala “Cristoforo Colombo” s’è svolto il convegno “Per un nuovo immaginario italiano. La via italiana per la rinascita del settore cinematografico”, con l’introduzione di Federico Mollicone (deputato e responsabile del Dipartimento Cultura ed Innovazione di Fratelli d’Italia).


Sono intervenuti Alessandro Giuli (neo ministro della Cultura), Augusta Montaruli (vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai), Giulio Base (attore e regista), Manuela Cacciamani (amministratore delegato di Cinecittà), Federico Moccia (regista e scrittore) e Giampaolo Rossi (amministratore delegato Rai). L’incontro è stato condotto dal giornalista Andrea Ruggieri.
In Sala “Marco Polo” s’è trattato un doloroso tema che pretende giustizia dal governo in carica in quei momenti critici: “Covid, il dovere della verità. L’ombra della speculazione sulla pandemia”. Hanno detto la loro, senza peli sulla lingua, Marco Lisei (senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione d’inchiesta sull’emergenza sanitaria epidemiologica da SARS-CoV-2), Maurizio Belpietro (direttore responsabile de “La Verità” e di “Panorama”), Dario Bianchi (Fondatore di “JC- Electronics”), Alberto Donzelli (professore e Consulente della Commissione precitata), Giovanni Frajese (professore associato di Endocrinologia e Medicina dello Sport presso l’Università del Foro Italico).


Ha introdotto Alice Buonguerrieri (deputata e Capogruppo di Fratelli d’Italia nella Commissione d’inchiesta menzionata). I contributi sono stati moderati dal giornalista Fabio Amendolara.
L’intervento di Belpietro ha rigirato il coltello nella piaga della definitiva chiarezza e responsabilizzazione (anche penale e civile) di errori, negligenze, affarismi compiuti “in nome” dell’emergenza da Covid-19. Una sorta di colpo di Stato anticostituzionale ai danni delle libertà individuali e collettive di cui nessuno, ancora, paga il conto e, anzi, scappa, si nasconde, sdrammatizza e s’arroga perfino una leadership di movimento politico con ambizioni da immeritato, come i due precedenti paracadutati dal nulla, ritorno a Palazzo Chigi (un nome a caso, Giuseppe Conte).
Un altro tema scottante dell’Italia delle cosche, dei silenzi, dei depistaggi, della vera giustizia infangata ed angariata dalla “giustizia di comodo” è stato quello discusso in Sala “Marco Polo”: “57 giorni nel nido di vipere: verità sulle stragi del 1992. La via italiana nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata”.









Con gli interventi di Chiara Colosimo (presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere), Luciano Violante (già presidente della Camera dei deputati e della Commissione antimafia), Piero Sansonetti (direttore responsabile de “l’Unità”), Fabio Trizzino (avvocato di Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino). Ha aperto Raoul Russo (senatore di Fratelli d’Italia e componente della Commissione parlamentare presieduta da Colosimo), con spunti del moderatore Federico Ruffo, giornalista.
Tra il pubblico, in prima fila, è stata attenta Lucia Borsellino, figlia del magistrato Paolo, assassinato dalla mafia con i cinque agenti della sua scorta il 19 luglio 1992. Nella serie di sedie a fianco, nel secondo ordine di posti, ha ascoltato (prendendo anche appunti) il generale a r. ed ex prefetto Mario Mori, ex comandante del ROS (Raggruppamento Operativo Speciale, reparto investigativo dell’Arma dei Carabinieri) ed ex direttore del SISDE (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza DEmocratica, attivo dal 22 novembre 1977 al 12 ottobre 2007).
Sansonetti ha fornito un pungente contributo, non privo di rigida vena polemica di sinistra radicale.
In Sala “Cristoforo Colombo” Raffaele Fitto ed Enrico Letta (questi da remoto, ex premier, ex leader del Partito democratico ed ora pure ex deputato in quanto dimissionario) sono stati intervistati dal giornalista Bruno Vespa. Con acclamazione conclusiva, da parte soprattutto degli aderenti a Gioventù Nazionale, di Fitto, fresco vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario europeo per la Politica regionale e di coesione, lo Sviluppo regionale, le Città e le Riforme nella Commissione von der Leyen II dal 1° dicembre 2024.




Nella stessa sala, poi, è stato presentato il libro “Talebani dell’accoglienza. Vittime e mercanti del business dell’immigrazione” del noto reporter di guerra Fausto Biloslavo. Hanno preso la parola Salvatore Sallemi (senatore e vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Senato) e Sara Kelany (deputata e responsabile del Dipartimento Immigrazione di Fratelli d’Italia). Ha moderato il giornalista Gabriele Barberis.




14 dicembre 2024
Mentre Saverio Tommasi, provocatore di “Fanpage”, è gironzolante per Atreju a “caccia di fascisti” ed ha lasciato una piacevole impressione l’impatto imprevisto con Denny Andreína Méndez de La Rosa, famosa come Denny Mendez (attrice ed ex modella dominicana, Miss Italia 1996, la prima al top del concorso nazionale di bellezza d’origine non italiana), Mario Sechi (direttore responsabile di “Libero”), in Sala “Cristoforo Colombo”, se l’è vista con Giuseppe Conte, ex presidente del Consiglio ed oggi deputato e presidente del Movimento Cinque Stelle. L’introduzione è stata di Emanuele Prisco (deputato di Fratelli d’Italia, sottosegretario al ministero dell’Interno). Lo scambio domande-risposte ha scardinato una certa ipocrisia da arrampicata sugli specchi del presunto “avvocato del popolo”, sballata definizione celebrativa ormai finita alle ortiche…



La Sala “Marco Polo” ha assistito all’alternarsi di interventi su “Il nuovo Occidente. Le prospettive dei rapporti transatlantici dopo la rielezione di Donald Trump”. Con i commenti di Francesco Filini (deputato di Fratelli d’Italia e responsabile del Dipartimento Programma), Gennaro Sangiuliano (ex ministro della Cultura, particolarmente applaudito nonostante le note vicende scandalistiche che gli hanno fatto decidere le dimissioni), Daniele Capezzone (direttore editoriale di “Libero”), Paolo Messa (fondatore di “Formiche”) ed Andrew Spannaus (giornalista ed analista politico). Hanno introdotto Stefano Maullu (deputato di Fratelli d’Italia) e moderato Ulderico de Laurentiis (direttore responsabile de “La voce del Patriota”).


L’ennesimo filo conduttore in Sala “Marco Polo” è stato “Coltivare giovani talenti. La via italiana per la riforma del calcio”. Dagli interventi di Andrea Abodi (ministro per lo Sport ed i Giovani), Urbano Cairo (presidente del Torino Football Club, di Cairo Communication e di RCS MediaGroup), Paolo Scaroni (presidente dell’A. C. Milan), Giancarlo Abete (presidente della Lega Nazionale Dilettanti), Federica Cappelletti (presidente del Calcio Femminile) e Stefano Azzi (CEO, Chief Executive Officer, cioè amministratore delegato, di Dazn). Ha introdotto Paolo Marcheschi (senatore e responsabile del Dipartimento Sport di Fratelli d’Italia). La giornalista Giusy Meloni (dalla parentela assente con l’omonima di governo) ha moderato l’incontro.



Giorgia Meloni, invece, ha aperto alla trascinante venuta in Sala “Cristoforo Colombo” del presidente dell’Argentina dal 10 dicembre 2023, Javier Gerardo Milei, politico, economista, scrittore, docente e conduttore radiofonico naturalizzato italiano. Il suo discorso in spagnolo, marcatamente antisocialismo woke, è iniziato con “Hola todos!” e concluso ripetendo tre volte “Viva la libertad, carajo!”, gridati con quella sua particolarissima voce volutamente roca diventata cult. Come il suo “Afuera!”. L’entusiasmo è salito alle stelle nello spazio insufficiente a contenere tutto il pubblico, parte del quale è stato costretto ad assistere all’esterno tramite grandi schermi…
L’oggetto “Politicamente scorretti” è stato trattato, ancora in Sala “Cristoforo Colombo”, da Giuseppe Cruciani (co-conduttore radiofonico, con David Parenzo, de “La zanzara” a Radio 24), Federico Palmaroli, in arte Osho (vignettista e scrittore), Claudia Fusani (giornalista de “il Quotidiano del Sud”) e Giovanni Donzelli (deputato e responsabile del Dipartimento Organizzazione di Fratelli d’Italia). Stefano Tozzi (dirigente di Fratelli d’Italia) ha introdotto il contenuto.


Sfacciato ed indisponente, come sempre, Cruciani. Provocatoria e partigiana rossa, come sempre, Fusani. Ironico e mordace, come sempre, Osho… Applaudito a più riprese il duo Cruciani-Osho. Fischiata a più riprese l’aizza-pubblico di destra Fusani…
Cruciani & Fusani, come Raimondo (Vianello) & Sandra (Mondaini). Una situation comedy che si ripete spesso quando si fronteggiano in talk show televisivi. Vero antagonismo ideologico o teatralità concordata dietro le quinte? Il dubbio rimane…
15 dicembre 2024
Si sono alternati ulteriori interventi in chiusura di Atreju 2024.
Di Mateusz Jakub Morawiecki (politico, manager ed economista polacco), presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica di Polonia dall’11 dicembre 2017 all’11 dicembre 2023. Oggi è membro della Camera dei deputati polacca e leader in pectore del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei (European Conservatives and Reformists Party, ECR), dopo le annunciate dimissioni di Giorgia Meloni.
E, via via, di Galeazzo Bignami (capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati) e Lucio Malan (capogruppo dello stesso partito al Senato).



“Antipasto” all’intervento pepato, con susseguenti spazi ad illustri politici d’area, di Paolo Del Debbio, popolare giornalista, saggista, autore e conduttore televisivo, docente universitario e deus ex machina di “Dritto e rovescio” su Rete4.


Ha accolto e dato voce a Maurizio Enzo Lupi (deputato, leader di Noi Moderati, prima lista ed in seguito partito) e ad Antonio Tajani (vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale nel Governo Meloni).





Del Debbio, infine, s’è messo da parte per l’esplosiva esternazione al popolo di Atreju (e non solo) del presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, accolta da uno sventolio di bandiere tricolore. La premier ha adottato la vitalità oratoria delle grandi occasioni in casa Fratelli d’Italia, alzando la voce per rendicontare quanto fatto e contro le denunciate falsificazioni delle sinistre.
Dita nell’occhio (più che puntate) ad opposizioni di stampo insurrezionale che si nascondono dietro il paravento della Costituzione, violandola smaccatamente con strategia antidemocratica perfida e lesiva della maggioranza degli elettori. L’inizio del suo intervento è stato brevemente interrotto per consentire il soccorso d’una persona che, nella calca, s’è sentita male per poi riprendersi.
Le foto con i “suoi” ragazzi di Gioventù Nazionale con felpa amaranto ed “Il canto degli italiani” (conosciuto pure come “Fratelli d’Italia”, “Inno di Mameli”, “Canto nazionale”, “Inno d’Italia”, con testo di Goffredo Mameli e musica di Michele Novaro), che non dovrebbe mancare mai in qualsiasi consesso politico-socio-culturale quale promemoria d’identità, hanno concluso il mega appuntamento comunque inclusivo, nonostante corvi prevenuti, dissacratori e menagramo di controparte.
Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
© Riproduzione riservata


