Venezia, 3 agosto 2026
Partirà dall’Ulss 1 Dolomiti di Belluno la prima sperimentazione veneta per il reclutamento, inserimento e formazione di infermieri provenienti dall’estero.
L’iniziativa è stata presentata oggi a Belluno, alla presenza dell’Assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa. Oltre alla Regione del Veneto, alla Prefettura e all’Ulss Dolomiti, hanno partecipato i rappresentanti degli Enti Locali, dell’Università di Padova, dell’Ordine degli infermieri, BIM, ATER e Associazione Bellunesi nel mondo. Si svolgerà applicando i criteri sperimentali approvati con la delibera regionale nr 3 del 10 aprile 2026, relativamente al reclutamento, inserimento, integrazione e formazione di infermieri provenienti dall’estero.
In questa prima fase, gli approfondimenti potranno riguardare in particolare il Brasile meridionale e l’Argentina, Paesi dove è forte la presenza di comunità venete e bellunesi e di reti associative e istituzionali potenzialmente utili allo sviluppo dell’iniziativa, ma tale indicazione non determina una scelta definitiva o esclusiva.
“La scelta di Belluno come area di partenza della sperimentazione non è casuale – fa notare Gerosa – perché abbiamo tenuto conto della presenza nel territorio di una rete istituzionale e formativa e associativa molto favorevole allo sviluppo del progetto, del legame storico con le comunità dell’emigrazione veneta e bellunese all’estero, della presenza della sede di Feltre del Corso di Laurea in Infermieristica dell’università di Padova e delle progettualità territoriali già attive in materia di residenzialità e accoglienza. L’ampia presenza istituzionale di oggi dimostra che è la scelta giusta, perché per la buona riuscita dell’iniziativa sarà necessario il coinvolgimento coordinato dei soggetti istituzionali territoriali, formativi, professionali e associativi come la Prefettura, l’Ulss Dolomiti, l’Università di Padova, gli Enti Locali, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Belluno e le reti associative del territorio”.
Il Progetto potrà essere sviluppato attraverso due canali: il primo è rivolto a infermieri già formati e interessati a un inserimento lavorativo nel Servizio Sanitario Regionale, nel rispetto delle regole nazionali sull’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie sulla base dei titoli conseguiti all’estero e delle successive procedure di riconoscimento; il secondo canale è di natura universitario-formativa per verificare, in collaborazione con l’Università di Padova ed eventuali Atenei esteri, la praticabilità di percorsi integrati di proseguimento o integrazione degli studi per studenti di infermieristica proveniente dall’estero.
“L’inserimento di personale – precisa Gerosa – dovrà essere accompagnato da adeguate misure di formazione linguistica, affiancamento clinico-organizzativo, tutoraggio e monitoraggio, tenendo conto anche degli effetti sulle comunità professionale locale e sul personale già in servizio”.
Particolare attenzione verrà posta sull’autenticità e la completezza e coerenza dei titoli e dei percorsi formativi con il profilo infermieristico, sulla valutazione delle competenze professionali e linguistiche e sulla capacità dei candidati di operare in sicurezza nei contesti clinici, relazionali e organizzativi.

