Non ha fine lo stillicidio di rinvenimenti di ordigni inesplosi sganciati su Verona dalle incursioni aeree angloamericane nel Secondo conflitto mondiale. Il 5 dicembre scorso, nel corso di lavori in un cantiere situato tra le vie del Ponte e Giovanni Battista Pighi, a Parona (a poca distanza dal ponte ferroviario sull’Adige oggetto di particolare “attenzione” alleata in quanto sul collegamento su rotaia Italia-Germania e viceversa), è tornata alla luce l’ennesima bomba d’aereo yankee, per la precisione un mod. AN-M 65 GP (General Purpose, impiego generico) da 1.000 libbre (453,592 kg) in dotazione ai bombardieri dell’USAAF (United States Army Air Force) oltre a quelle da 300 libbre (136,078 kg) e da 500 libbre (226,796 kg).
Dopo l’accertamento dei connotati tecnici e della pericolosità vigente (in zona abitata e di fronte ad una scuola materna), è stato predisposto dalla Prefettura, in accordo con altre autorità interessate, uno specifico piano d’assistenza ai 2.828 residenti coinvolti (compresi 811 ultra 65enni ed un centenario) nel raggio di 755 m (zona rossa) che, il 28 dicembre 2023, devono obbligatoriamente sfollare già entro le ore 7,30 fino al termine delle operazioni di disinnesco con durata prevista di circa 9 ore.
Sono predisposti servizi di trasporto per soggetti allettati o con problemi di deambulazione a cura del 118 e dell’Ulss 9. L’intervento di bonifica è affidato ai militari dell’Esercito Italiano appartenenti all’8° Reggimento Guastatori della Folgore di Legnago. Per tutto il tempo prefissato è ovviamente interrotta la circolazione stradale in Valpolicella, sulla statale 12 dell’Abetone e del Brennero e sulla linea ferroviaria.






Nel fatidico giorno del disinnesco il Centro di coordinamento e soccorso è ubicato in Prefettura, con il comando della Polizia Locale attivo quale Centro operativo comunale. Inoltre, sono mobilitati per la circostanza agenti della Polizia Locale (per le chiusure viarie e l’assistenza ai cittadini), volontari della Protezione Civile, forze di polizia (in funzione d’ordine pubblico ed anti-sciacallaggio). Il palazzetto della sport in zona Stadio, infine, svolge un ruolo d’accoglienza per quanti non hanno parenti ed amici in grado d’ospitarli per lo stretto tempo necessario.
Il meccanismo della risposta istituzionale all’emergenza-bomba a Parona, anche per i tanti precedenti in ambito comunale, è oliato a dovere. Decisionismo collegiale efficiente basato sull’esperienza accumulata ad anni di distanza dagli attacchi aerei alleati su Verona, uno dei quali (il 28 febbraio 1945, effettuato da formazioni di Flying Fortress/Fortezze Volanti B-17) riuscì ad abbattere le due arcate di destra del ponte della ferrovia di Parona. Reso inutilizzabile, non venne preso in considerazione per farlo saltare, come gli altri ponti cittadini, dai nazisti in ripiego verso nord all’incalzare delle truppe americane, la sera del 25 aprile 1945.
La cronaca, purtroppo, parla ancora di bombe “liberatrici” che, di tanto in tanto, riaffiorano da sottoterra, con la micidiale carica esplosiva intatta. Quando finirà quest’insidioso ripetersi?
Servizio, foto e video di Claudio Beccalossi

