Verona, 20 ottobre 2024 – Ennesimo dramma della sicurezza ormai alla deriva. Stando alla nota ufficiale diramata dalla Questura e dalla Procura della Repubblica, un uomo di 26 anni originario del Mali, con un coltello in mano, dopo aver aggredito in precedenza agenti della polizia locale nei pressi della stazione di Porta Nuova per i rilievi d’un incidente automobilistico e danneggiato biglietteria ed auto in sosta, non s’è fermato dal suo sfogo di violenza (forse per abuso di sostanze stupefacenti od alcoliche o crisi psichica nel ventaglio delle ipotizzate cause scatenanti).
All’alba ha tentato d’affrontare un agente di polizia ferroviaria il quale, per difendersi, è stato costretto a sparare due colpi d’arma da fuoco dapprima a scopo intimidatorio ed un terzo al petto dell’assalitore che non accennava a demordere. Nonostante gli sforzi disperati dello stesso poliziotto di soccorrere e rianimare il maliano, questi è deceduto in breve.
Il grave fatto (di cui le autorità hanno escluso una matrice terroristico-integralista) va ad aggiungersi alla serie micro/macro di episodi malavitosi che, da tempo ed a tutte le ore, imperversano nell’area ferroviaria, nel prospiciente piazzale XXV Aprile e nelle immediate vicinanze diventati ricettacolo di sbandati, soprattutto extracomunitari.
Il flusso di viaggiatori e frequentatori deve vedersela con le insidie d’uno strafottente Far West urbano che il pattugliamento di polizia di Stato e locale, unita ai militari dell’Operazione “Strade Sicure”, non riesce a controllare del tutto.






Anche dopo l’evento di sangue davanti alla stazione la “normalità” borderline (e ben oltre) è ripresa come se niente fosse. Sono rimasti i brandelli dei nastri di delimitazione posti dalla polizia locale attorno al luogo dell’accaduto e, a ridosso d’un “assediato” Tempio Votivo (o, meglio, chiesa del Cuore Immacolato di Maria, edificata tra il 1950 ed il 1952 su progetto dell’architetto Paolo Rossi de Paoli), emarginati dalle varie provenienze (barconi compresi) bivaccano, consumano pasti, “si fanno” o s’ubriacano, adattano angoli a latrine a cielo aperto con relativi odori pestilenziali e rischi igienico-sanitari.









Danno una mano al degrado generalizzato anche gli scarabocchiatori di esterni, immancabili.
Saliti i gradini che portano in un altro ambito del piazzale (quello che dà sul fabbricato delle Poste e conduce all’area interna di parcheggio delle Ferrovie dello Stato Italiane) il disagio situazionale si conferma. Biciclette nell’abbandono e preda di vandali in una rastrelliera, rifiuti di vario genere lungo il muro perimetrale invaso dalle erbacce, siringhe.










E… documenti (passaporto, certificato internazionale di vaccinazione e foto tessera d’un bambino) d’una cittadina del Camerun del 1974, finiti chissà come e perché lì, consegnati, secondo elementare dovere civico, alla polizia ferroviaria per l’iter di prammatica.





Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
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