Ogni operazione è stata programmata nel pieno rispetto del contesto storico e geologico del complesso ipogeo, evitando qualsiasi modifica non strettamente necessaria alla sua stabilizzazione.
Dati storici
Si ritiene che il monumento, unica testimonianza veneta di architettura sacra rupestre paleocristiana, risalga al VI-VII sec. d.C.
Il sacello rupestre dei Santi Nazaro e Celso (noto anche come sacello di San Michele) è un edificio di culto, oggi sconsacrato, che conserva un elevato valore culturale in relazione al patrimonio storico-documentale in esso contenuto e che mantiene un alto valore rappresentativo per la comunità e il territorio di riferimento.
Secondo quanto attestarono Ludovico Moscardo nel Seicento e Scipione Maffei nel Settecento, il sacello venne in parte demolito nella seconda metà del XV secolo per far posto alla riedificazione di un settore del monastero. E in effetti una visita pastorale compiutasi nella seconda metà del Quattrocento conferma come la cappella fosse ormai ‘mutilata e amputata’.
I due cicli di affreschi del X e XII sec. presenti nel saccello furono “strappati” nel 1963-1964 e sono attualmente conservati nel Museo degli affreschi G.B. Cavalcaselle.

