Dopo i manifesti diffusi in giro per Verona nel giugno 2024 con la scritta a caratteri cubitali “La Russia NON è il mio nemico!”, soprastante il disegno di due mani con i colori delle bandiere italiana e russa che si stringono, ora gli stessi promotori hanno attuato un’altra iniziativa di ribellione all’odierno conformismo istituzionale dilagante (che s’adegua alla corsa plurimiliardaria ad armarsi degli Stati dell’Ue su istigazione di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea), affiggendo nei punti più visibili un richiamo antibellicista.
“La Russia NON vuole invadere l’Europa! Fermate la corsa al Riarmo!”, ancora con la stretta di mano italo-russa, è il nuovo messaggio ad effetto, d’opposizione netta alla frenesia guerrafondaia ed alla deriva russofoba dei vertici Ue e delle nazioni di partenariato (che agiscono in netto contrasto al pacifismo della stragrande maggioranza dei cittadini). Tutto questo mentre sono in corso trattative per una tregua nel conflitto russo-ucraino tra Washington e Mosca.



I cartelloni recano, a sinistra, i loghi degli organismi convinti del dissenso al riempire arsenali in antagonismo alla Russia di Putin: “Verona per la libertà (Pensa reagisci lotta)” ed il “Sindacato Libero”.
Vito Comencini, fondatore e leader di “Popolo Veneto” (e presidente del Centro studi “Suvorov”), tra i fautori del monito pubblico, sottolinea che «ancora una volta da Verona parte una battaglia di buon senso, controcorrente e per la pace».


«I manifesti contro il riarmo servono certamente a svegliare molte coscienze ed anche a gridare la verità. E, cioè, che non è la Federazione Russa a volere la guerra, ma i globalisti che da anni fomentano uno scontro folle ed alimentano la russofobia».
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi

