Completati gli interventi migliorativi dell’androne di accesso e realizzata la nuova guida integrata dedicata al Museo e all’Anfiteatro: un progetto che rafforza accoglienza, accessibilità e valorizzazione del patrimonio archeologico veronese.
In occasione delle Cerimonie Olimpiche invernali, che hanno posto Museo Lapidario Maffeiano al centro di un contesto istituzionale di alto profilo, alcuni spazi del complesso sono stati coinvolti nelle attività di accoglienza e gestione degli ospiti.
Il cortile ha infatti ospitato il passaggio di autorità e delegazioni dirette verso la sala Maffeiana e il Teatro Filarmonico, mentre la terrazza è stata destinata al supporto delle operazioni di sicurezza coordinate con l’area di piazza Bra e dell’Arena di Verona.
Proprio in vista di questo importante appuntamento internazionale, sono stati realizzati interventi migliorativi nell’androne di accesso, con l’obiettivo di adeguare gli spazi agli standard richiesti da un evento di tale rilevanza e rafforzare, al contempo, la qualità dell’accoglienza.
“I nuovi pannelli di accoglienza e la guida aggiornata non sono semplici supporti informativi – spiega l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –, ma strumenti di ‘democratizzazione’ del sapere. In questo, seguiamo fedelmente l’eredità di Scipione Maffei, che nel 1745 aprì il Museo con l’intento pionieristico di rendere accessibili a tutti le testimonianze materiali dell’antichità. Rinnovare questi apparati oggi significa continuare quel progetto di divulgazione, abbattendo le barriere tra il rigore della disciplina scientifica e il desiderio di conoscenza del visitatore contemporaneo, rendendo la storia una memoria viva e condivisa”.
I lavori realizzati sono stati illustrati questa mattina al Museo Lapidario Maffeiano alla presenza di Antonella Ronzan, Direttrice ad interim Musei Civici di Verona; Cristina Lonardi, Referente Allestimenti Museali Musei Civici di Verona; Francesca Morandini, Curatrice delle Collezioni Archeologiche Musei Civici, autrice della guida; Chiara Paganotto e Massimo Saracino, co-autori dei testi della guida.
Gli interventi realizzati
In via preliminare all’intervento di restauro, è stata condotta una specifica campagna di indagini stratigrafiche che hanno evidenziato, al di sotto dell’attuale strato di finitura di colore “vinaccia”, la presenza di precedenti stesure cromatiche riconducibili a tonalità ocra. In conformità alle indicazioni condivise con la Soprintendenza, è stato pertanto stabilito di procedere al ripristino delle cromie originarie, ritenute maggiormente congruenti sotto il profilo storico-architettonico e coerenti con il linguaggio formale del monumento.
Sono stati quindi rimossi sia degli intonaci disgregati e non più recuperabili, sia delle stuccature incongrue e sono stati ripristinati gli intonaci precedentemente rimossi. É seguita quindi la stesura di un intonachino di finitura e l’applicazione di un prodotto aggrappante: infine, una pittura a base di calce e terre colorate e una tinteggiatura a base di calce pigmentata.
In relazione agli elementi lapidei, è stato effettuato un lavaggio generale delle cornici delle finestre cui è seguita la stuccatura delle mancanze del materiale lapideo e la revisione cromatica finale delle stuccature.
Sono stati inoltre realizzatiex novo i pannelli di accoglienza e presentazione del museo sia nell’androne sia nello spazio adibito a biglietteria, adeguandoli all’identità visiva del sistema museale civico, e aggiornandone i contenuti.
Questi interventi sono stati realizzati con risorse del Comune di Verona.
Il Museo Lapidario Maffeiano
Il Museo Lapidario Maffeiano di Verona è uno dei più antichi musei pubblici d’Europa. Venne aperto nel 1745 dallo studioso erudito e collezionista Scipione Maffei, con l’intento di conservare e rendere accessibili al pubblico iscrizioni antiche, reperti lapidei e testimonianze della civiltà classica, secondo un progetto di divulgazione del sapere caratteristico del periodo dell’Illuminismo. Per realizzarlo il Maffei lavorò con grande impegno personale per circa 30 anni, riuscendo a creare una collezione di riferimento per tutta Europa e per la nascita stessa della moderna epigrafia come disciplina scientifica.
Il museo si sviluppa attorno a un cortile porticato, accesso all’Accademia Filarmonica; sotto il monumentale pronao già dal 1612 erano conservate 28 epigrafi, nucleo di partenza della collezione, che oggi ne include oltre 600.
Tre sale espositive ospitano una straordinaria raccolta di diverse centinaia di epigrafi greche, etrusche, latine ma non solo. Le iscrizioni (funerarie, votive, celebrative, pietre miliari, …), spesso impreziosite da rilievi figurati, provengono da tutto il Mediterraneo e permettono di ricostruire importanti aspetti della vita quotidiana, delle istituzioni e delle credenze religiose.
Il Museo era incluso nelle tappe del Grand Tour, visitato da numerosi viaggiatori stranieri che giungevano in Italia dall’Europa del Nord; tra loro, nel settembre 1786, anche J.W. Goethe.
Nel 1982 è stato portato a compimento, sotto la curatela museologica di Licisco Magagnato, il riallestimento del Museo su progetto dell’architetto Arrigo Rudi; l’intervento, che aveva previsto soluzioni allora innovative nel capo dell’allestimento, come gli espositori mobili, era contemporaneamente rispettoso dell’idea iniziale ed aveva ricevuto il parere favorevole di Bruna Forlati e Giulia Fogolari, allora Soprintendenti alle antichità.
Visitare il Museo Lapidario Maffeiano significa compiere un viaggio nel tempo attraverso la scrittura incisa nella pietra, testimonianza duratura della memoria e dell’identità delle civiltà del Mediterraneo.
Al Museo Lapidario Maffeiano è stata inoltre dedicata una nuova guida a stampa, a cura di Francesca Morandini, con testi di Chiara Paganotto, Francesca Morandini e Massimo Saracino (edizioni Panini), che include anche l’Anfiteatro Arena, tenendo uniti in una proposta di visita questi due straordinari luoghi della storia antica di Verona, proponendo una visione integrata dello spazio centripeto di Piazza Bra, elemento urbano unificante tra il museo, famoso per essere anche il museo epigrafico più antico d’Europa, e il monumento iconico dell’anfiteatro, che sin dal I secolo d.C. caratterizza il paesaggio di quest’area accompagnando con le sue diverse funzioni la vita della comunità stessa.
Nel testo, accompagnato da immagini, sono evidenziate le relazioni che legano l’uno all’altro questi due luoghi, nonché le vicende che testimoniano la costante cura che singoli individui e la comunità intera hanno dedicato al patrimonio antico della città, a partire almeno dall’età rinascimentale.
L’Arena è un esempio di eccellenza di come, attraverso il tempo, gli edifici antichi vengono risematizzati in base alle esigenze civiche e ai periodi storici. Ma certo, in questo caso, spicca decisamente e senza soluzioni di continuità dalle origini nel I secolo d. C. a oggi, il ruolo dell’anfiteatro come testimonianza della Verona romana e di spazio dedicato agli spettacoli.
Il Museo Lapidario Maffeiano è il luogo della memoria, della cura del patrimonio e della forte valenza educativa che ad esso è stata attribuita sin dal XVIII secolo, grazie alla figura illuminata di Scipione Maffei, che con dedizione e curiosità ha saputo riconoscere il valore delle radici archeologiche di Verona e lo ha coltivato con tanta competenza.
Molti sono i fili rossi che uniscono le vicende storiche e collezionistiche di questi due luoghi: nel Museo Lapidario Maffeiano si conservano testimonianze epigrafiche dell’anfiteatro, compresa la stele di un gladiatore veronese dalla lunga carriera gloriosa. Scipione Maffei stesso studiò l’anfiteatro e dedicò molte riflessioni al suo restauro; scrisse persino un’opera –Merope– che venne messa in scena nella platea dell’Arena nel 1713, declinando anche in campo musicale la sua straordinaria creatività artistica.
La guida è disponibile in italiano, inglese e tedesco e può essere acquistata presso i bookshop dell’Anfiteatro Arena e del Museo Archeologico al teatro Romano, nonché sul sito Franco Cosimo Panini editore e negli abituali circuiti di vendita online: scheda tecnica disponibile al link https://shop.francopanini.it/guida-arena-e-museo-lapidario-it.html

