Il poeta Maurizio Pedrini, con la poesia “Mi ritorni in mente”, dedicata al ricordo della madre, ha conseguito il secondo posto assoluto tra oltre seicento partecipanti.
Con la poesia “Mi ritorni in mente”, dedicata al ricordo della madre, il poeta veronese Maurizio Pedrini ha conseguito la Targa d’Onore – ovvero il secondo posto assoluto su seicento partecipanti provenienti da tutta Italia e anche dall’estero – alla prima edizione del premio “Marco Polo/viaggio d’anime”, organizzato dall’associazione “Nuova Accademia dei Bronzi” di Catanzaro, fondata e diretta da Vincenzo Ursini, per ricordare l’illustre esploratore veneziano in occasione del 700esimo anniversario della morte.
La premiazione, alla presenza non solo di autorità e personaggi del mondo culturale e artistico locale, ma anche di tanti poeti partecipanti all’iniziativa provenienti da ogni parte d’Italia, si è tenuta sabato 8 giugno 2024 nella stupenda cornice della chiesa della S.S. Immacolata e San Michele di Botricello, suggestivo paese marino della provincia calabra, che si affaccia sul Golfo di Squillace.
Il premio, inserito nell’ambito della pubblicazione dell’opera “Poeti italiani dei XXI secolo” che il sodalizio culturale catanzarese invierà gratuitamente, nei prossimi giorni, ad alcune delle più importanti biblioteche pubbliche nazionali, è una iniziativa unica, soprattutto perché gratuita, “realizzata – ha detto il presidente Vincenzo Ursini – per diffondere davvero la poesia del nostro tempo, offrendo ai nuovi autori, che scrivono versi di altissimo livello, l’opportunità di essere presenti in varie biblioteche non trovando spazi sufficienti nei programmi di promozione culturale dei vari enti pubblici, perché la poesia interessa realmente solo a pochi”.
“Siamo in presenza – ha proseguito Ursini – di tanti poeti di qualità che meriterebbero una più ampia considerazione, ma che – spesso – non riescono a farsi leggere oltre il loro territorio”. “Viaggi d’anime”, come il viaggio di Marco Polo attraverso il quale egli ha inteso esplorare e conoscere terre e popoli diversi, vuole essere per i poeti – ha aggiunto Ursini – un viaggio interiore nei meandri dell’anima”.
“È un viaggio immaginario che ha origini antiche – ha poi sottolineato la professoressa Francesca Misasi nel suo applauditissimo intervento introduttivo – o, se vogliamo, da quell’Odissea di Omero e del lungo e tormentato viaggio di Ulisse diventato simbolo di punizione ma nello stesso tempo premio ed esaltazione dell’infinità della mente umana”. Misasi ha poi citato Dante, Sant’Agostino ed Herman Hesse. “La vita è stata sempre un viaggio – ha aggiunto – perché l’uomo ha avuto bisogno di guardarsi dentro, di sognare il vero, nascosto dietro il falso di una realtà ingannevole”.
Maurizio Pedrini”, afferma il noto critico letterario Plinio Perilli, “è anzitutto uomo saggio, prima ancora che raffinato poeta, perché con i suoi versi sempre – in modo originale ed esemplare, insegue, testimonia, declina le gesta e gli insegnamenti della verità; quella assai piccola o ben più grande e maestosa che, di volta in volta, ci è stata data, assegnata come un’eredità e una missione, un sogno e un compito, uno “status” che forse è proprio lo stesso: la medesima esistenziale essenza della poesia”.
“Sono molto soddisfatto del prestigioso riconoscimento nazionale, che gratifica il mio lungo impegno letterario e culturale”, afferma Pedrini. “Dopo aver vinto il Premio Internazionale Alda Merini nel 2022 ed essere risultato finalista, lo scorso anno, del Concorso Internazionale di Poesia Inedita “Il Federiciano”, questa nuova ambita e selettiva attestazione di merito rappresenta per me un’ulteriore stimolo a proseguire un percorso letterario di intima ricerca, fatto di suggestioni, memorie e sentimenti”.
Il poeta scaligero ha recentemente pubblicato con Altro Mondo Editore il volume “Luci dell’Anima”, una raccolta di 157 poesie, distribuito da Mondadori Store. Una selezione delle sue opere poetiche è in corso di traduzione, in lingua inglese e tedesca, da parte dell’Istituto SSML Carlo Bo di Bologna.
Recensione critica
Una dedica intensa alla propria madre, che ha donato sole, amore e lacrime al figlio nel primo giorno di vita, ed è ricordata per come nei tempi dell’infanzia correva con lui nei prati in fiore o stringeva il suo bambino dicendogli dolci parole, che scaldavano la casa nel freddo inverno. Chiamandola “angelo”, le prospetta che in cielo le loro mani si stringeranno ancora.

