Sulla vicenda sono intervenuti i rappresentanti dei gruppi politici di maggioranza presenti in Consiglio Comunali
Annamaria Molino, capogruppo di Damiano Tommasi Sindaco: “Era un ragazzo inserito, lavorava regolarmente, aveva relazioni sociali. Probabilmente viveva delle fragilità e delle difficoltà che non ha condiviso con altri, per cercare aiuto. Esprimiamo il cordoglio per questa giovane vita interrotta, e siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi amici. Siamo vicini anche alle forze dell’ordine, sempre impegnate in un compito gravoso, spesso con forze insufficienti”.
Beatrice Verzè, capogruppo di Traguardi-. “I chiarimenti, che attendiamo, rispetto alla dinamica della vicenda non spostano di un centimetro la considerazione che non si possa morire così, a un’età in cui la vita dovrebbe essere nel suo pieno –A chi, da sciacallo, sostiene di aver segnalato la situazione di insicurezza, ricordiamo che la stazione di Porta Nuova, così come altre zone della città, è presidiata costantemente dalle forze dell’ordine, che infatti sono intervenute tempestivamente. Ma è evidente come questo non sia sufficiente di fronte a condizioni di fragilità e marginalità alle quali la società e la politica nazionale non stanno dando risposte. Di fronte a una vita spezzata, quella di Moussa, e un’altra che da ieri sarà segnata per sempre, quella dell’agente, come amministratrici e amministratori, e prima ancora come esseri umani, dobbiamo sentirci investiti di una grande responsabilità e farci carico dei veri cambiamenti strutturali che possono far sì che tragedie come questa non si debbano più verificare. Per questo riteniamo inaccettabili tanto sul piano politico quanto umano le strumentalizzazioni a cui stiamo assistendo da parte della destra locale, interessata più ad alimentare l’odio e l’intolleranza che ad affrontare il problema. Non vogliamo né dobbiamo sostituirci alla giustizia, ma stasera saremo presenti unendoci al cordoglio di una città e di una comunità che non deve rimanere indifferente”.
Jessica Cugini, capogruppo di In Comune di Verona, ha sottolineato: “dico queste parole con il massimo rispetto, quello che si deve alle persone cui Moussa Diarra mancherà; quando ieri è arrivata la notizia della morte di Moussa, mi trovavo accanto alla sua comunità, ai ragazzi del Ghibellin Fuggiasco e del Paratodos, per questo credo che ci mancherà molto, le parole con cui è stato descritto stridono con il racconto fatto dai ragazzi della comunità e dalla Ronda. Appariva sereno, anche se di certo viveva una situazione complessa: la situazione di chi ha un contratto di lavoro, paga le tasse, e vorrebbe una casa vera. Di chi vive in un contesto ai margini della società, nella quale vorrebbe fortemente integrarsi. Questo crea e amplifica una sofferenza che diventa anche disagio psichico. Moussa Diarra in Mali è un nome diffuso quanto un Mario Rossi da noi. Se ieri fosse rimasto a terra un Mario Rossi, la destra non sarebbe salita sulle barricate, strumentalizzato questa morte. Non avrebbe detto che non ci sarebbe mancato Mario Rossi. Il linguaggio d’odio, che abbiamo sentito dal Ministro Salvini, non fa altro che fomentare una divisione sociale che non fa bene al Paese. Forse dare più voce alle fragilità di Moussa stasera ci aiuterà a comprendere fenomeni per i quali probabilmente si stanno chiedendo le dimissioni alle persone sbagliate”.
Alberto Falezza, consigliere intervenuto in rappresentanza del Partito Democratico, ha rimarcato che “siamo in un momento di tragedia, un momento che fa riflettere. Come Pd manifestiamo la nostra vicinanza alle forze dell’ordine, con la quale abbiamo instaurato un proficuo rapporto di collaborazione. Naturalmente oggi è il giorno del ricordo di Moussa e anche noi accenderemo una candela in memoria della sua giovane vita spezzata”.

