Un tributo della città a Pasquale D’Ascola, nominato di recente al vertice della giurisdizione ordinaria, che nella nostra città ha lavorato per numerosi anni costruendo qui una parte decisiva del suo percorso umano e professionale e conquistando grande stima.
La città di Verona ha voluto esprimere un sincero tributo di stima a una delle più alte cariche dello Stato. Il Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Pasquale D’Ascola, che per diversi anni ha lavorato a Verona, lasciando un segno riconosciuto da più parti, è stato accolto in Comune in un incontro con le Istituzioni della città per rendere onore alla sua prestigiosa elezione, traguardo che corona un percorso professionale lungo, rigoroso e orientato all’innovazione e al dialogo. Un incarico che rappresenta un riconoscimento meritato per il suo impegno costante e che diventa motivo di orgoglio per tutta la comunità scaligera. A lui sono stati rivolti gli auguri di un mandato fecondo, nella convinzione che saprà guidare la Suprema Corte con saggezza, autorevolezza e competenza.
Durante la cerimonia, tenutasi in sala Arazzi, il Sindaco Damiano Tommasi ha tenuto a sottolineare: “La città desidera esprimere un sincero sentimento di gratitudine e di stima al Primo Presidente Pasquale D’Ascola. Molti dei nostri professionisti, che operano ogni giorno in questo settore, vedono nella sua figura un punto di riferimento. Sentono che il suo percorso, pur personale, porta con sé anche un frammento della nostra comunità, che nel tempo ha contribuito a offrirle un terreno fertile dove crescere e consolidare le proprie competenze. Quando una persona raggiunge traguardi importanti, quel risultato è spesso il frutto di molte esperienze intrecciate. In parte, la nostra città ha avuto il privilegio di fare da “campo di gioco” alla sua crescita. Quello che le offriamo è il ringraziamento della città per la presenza e per rappresentare un esempio concreto per molti dei presenti, in particolare per i più giovani che guardano alla sua carriera come a un obiettivo possibile. Chi ha vissuto l’esperienza dei veronesi a Roma sa quanto questa identità rimanga forte e radicata. Per questo auspichiamo che la giornata non sia un punto di arrivo, ma un trampolino verso nuove opportunità con il sostegno dello Stato, qui rappresentato dal Prefetto Martino”. Di fronte all’affollata platea rappresentanti delle autorità civili e militari della città e di avvocati, giuristi, magistrati, amministratori comunali, il Primo Presidente D’Ascola ha preso la parola: “devo riconoscere che nulla di ciò che ho raggiunto sarebbe stato possibile senza ciascuno di voi, e senza Lucia, che ha condiviso ogni sacrificio insieme alla nostra famiglia. I miei figli, nati a Verona, oggi sono lontani per lavoro, ma vi salutano e vi ringraziano. Penso ad avvocati, giudici, cittadini, perché la nostra identità nasce dalle relazioni. L’ho imparato anche dagli insegnamenti appresi durante le catechesi di Don Rino Breoni: cresciamo solo nel rapporto con l’altro. A Verona ho trovato colleghi e personale amministrativo che mi hanno accolto generosamente fin dall’inizio, e insieme abbiamo costruito un percorso di crescita professionale. Ricordo il lavoro paziente di chi dattiloscriveva le sentenze scritte a mano e il confronto quotidiano con gli avvocati. Eravamo giovani e stavamo vivendo un periodo di forte espansione culturale e della giurisdizione: quest’ultima stava acquisendo un senso nuovo di responsabilità istituzionale”. L’ inserimento sociale nella città è arrivato con la vita quotidiana: “i figli all’asilo, le relazioni con le famiglie, la partecipazione a incontri e progetti. Sono entrato nelle corde di Verona, anche attraverso la collaborazione con il Comune, a collaborare alla redazione dello statuto cittadino non potei partecipare, ma ero stato chiamato dal sindaco Sala; e attraverso l’Università, che nel tempo è diventato luogo importante del mio percorso. In tutto questo ho cercato di vivere il ruolo con rigore e rispetto delle istituzioni, evitando però i formalismi inutili. Credo nello spirito della Costituzione, che chiede equilibrio e collaborazione tra i poteri dello Stato per garantire i diritti fondamentali del cittadino, libertà, uguaglianza e dignità della persona. E credo che il giudice debba restare legato alla vita reale della società, interpretando le norme con responsabilità e attenzione. Alla fine, il senso di tutto è semplice: vorrei poter dire non ho fatto carriera, ho fatto servizio”. Anche il Prefetto, Demetrio Martino, ha sottolineato come nel ruolo di rappresentanza dell’Amministrazione dello Stato, senta di essere Istituzione che vive questa città. Al tavolo accanto alla Questora, Rosaria Amato, sedeva il Presidente del Tribunale di Verona, Ernesto D’Amico che ha voluto sottolineare, “l’aspetto umano del collega, fermo restando l’aspetto giuridico elevatissimo. Attitudine che ho avuto modo di apprezzare durante tutta la mia carriera e che anche i colleghi di Cassazione apprezzano. Io credo che per il responsabile di un ufficio, perché il Presidente D’Ascola è a capo della Cassazione, l’aspetto più importante, oltre alla preparazione giuridica, sia soprattutto il rapporto umano e costante di collaborazione con coloro che assieme a lui rappresentano l’Istituzione”. Assieme al Prefetto sono intervenuti a tratteggiare la figura del Primo Presidente D’Ascola alcuni rappresentanti della Magistratura e della Avvocatura: il Procuratore della Repubblica, Raffaele Tito, il Sostituto Procuratore della Repubblica del Tribunale Militare, Luca Sergio, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati, Mauro Regis, il Giudice del Tribunale di Verona Pier-Paolo Lanni, che ha tracciato la biografia del Primo Presidente D’Ascola, l’ex Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Lamberto Lambertini, l’ex Procuratore della Repubblica, dott. Guido Papalia, l’ex Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Alessandro Rigoli e l’ex Procuratore Generale della Corte d’Appello di Venezia, Nino Condorelli.
Pasquale D’Ascola nasce a Reggio Calabria, dove termina la sua formazione e si trasferisce a Verona divenendo pretore nel 1983, dove ricopre il ruolo fino al 1992. Dal 1992 al 2001 diventa magistrato del Tribunale di Verona. Nel 2001, Pasquale D’Ascola viene chiamato a prestare servizio presso l’Ufficio del Massimario e del Ruolo della Corte di cassazione (come magistrato addetto a quell’Ufficio), incarico che mantiene fino al 2007. Nel 2007 diventa consigliere della Corte di Cassazione, nel 2018 diventa Presidente di sezione della Corte di Cassazione, nel 2023 viene promosso a Presidente aggiunto della Corte di Cassazione e infine nel settembre scorso sale alla Presidenza, ricoprendo la quinta carica più importante dello Stato.

