L’esigenza comune di garantire la sicurezza vede da mesi la Polizia Ferroviaria del Compartimento per Verona ed il Trentino Alto Adige, con i militari dell’Esercito a disposizione impegnati nel piano “stazioni sicure”, concorrere al fianco delle altre Forze di Polizia della città scaligera nei servizi mirati alla prevenzione e contrasto alle attività illecite nell’area prospicente la stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova, dove una considerevole parte dei viaggiatori effettua quotidianamente l’interscambio tra le varie tipologie di trasporto pubblico urbano, extraurbano ed aereo.
Nel primo pomeriggio di lunedì scorso gli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria Compartimentale e del Settore Operativo di Verona Porta Nuova hanno tratto in arresto, in flagranza, un ragazzo di 23 anni di origine marocchina per aver ceduto, in cambio di denaro, una dose di sostanza stupefacente.
In particolare i poliziotti, dissimulati tra viaggiatori, hanno assistito a breve distanza allo scambio di un involucro, risultato poi contenere hashish, con una banconota da 20€ a favore di un coetaneo.
Il pronto intervento degli agenti della Polizia Ferroviaria ha permesso di bloccare entrambi i soggetti. Una volta accompagnati in ufficio, si è proceduto alla segnalazione all’Autorità Amministrativa, per detenzione di sostanza stupefacente per uso personale, del soggetto acquirente mentre il “pusher”, perquisito e trovato in possesso di altri 20 grammi della stessa sostanza pronta in dosi, è stato tratto in arresto per detenzione e cessione di sostanza stupefacente.
Lo straniero, pluripregiudicato per reati specifici, si è inoltre opposto all’arresto danneggiando l’interno di un’auto specializzata durante la sua traduzione per cui verrà inoltre denunciato per danneggiamento aggravato.
Condotto la mattina seguente in Tribunale, il Giudice ha convalidato l’arresto condannandolo di un anno di reclusione, con i benefici della sospensione condizionale della pena, disponendo anche l’applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla regione Veneto.
Si precisa che, per il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità penale dell’arrestato sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile.

