Una manomissione perpetrata chissà da chi, chissà quando e chissà perché
Accanto al cartello d’indicazione dell’uscita da Chievo, in via Lorenzo Fava, una decina di vecchi (se non antichi) gradini di ciottoli insicuri porta ad un terrapieno percorso da un sentiero che costeggia il lato sulla strada d’una decaduta dimora gentilizia (Villa “Ida”).


Calcati con debita prudenza gli scalini, s’arriva ad una canaletta d’irrigazione sormontata da due vetusti muretti, in pessime condizioni e con datati sgorbi vandalici, a protezione dello spiazzo nel viottolo. Un muricciolo (quello che dà sullo scolo d’acqua) appare alquanto instabile al pari del suo “gemello”, con quei due blocchi mancanti alle sue estremità. Blocchi di marmo squadrati e lavorati che giacciono da tempo accanto al muretto, a terra. Divelti e spostati non certo per cause “naturali” o casuali, con tutto il loro peso non indifferente.
Quindi, è ovvio domandarsi: «Perché sono stati tolti dal loro assetto originale?
Chi, quando e per quale motivo l’ha fatto?
E come mai non vengono ripristinati, con un intervento che non richiederebbe eccessive perdite di tempo e denaro?»
A suo tempo (per l’esattezza il 18 luglio 2017) era stata fatta protocollare alla Circoscrizione 3^, competente per territorio, la “segnalazione su asportazioni e spostamenti delle colonne terminali d’uno dei due muretti posti su un terrapieno soprastante uno scolo irriguo, in via Lorenzo Fava” senza, tuttavia, innescare alcuna azione solutiva. Nella comunicazione si sottolineava che “gli elementi levati e spostati fanno parte d’un contesto se non prettamente storico-artistico almeno caratteristico-popolare di pregio” e s’invitava ad intervenire interpellando “chi di dovere (proprietario dell’area?) sensibilizzandoli nell’opera di ricollocazione e di messa in sicurezza sia dei muretti (alquanto pericolanti) che della decina di gradini di ciottoli tramite i quali è possibile salire (con qualche difficoltà) dal piano stradale al terrapieno”.
Il manufatto “mutilato” dei due blocchi, assieme all’altro di fronte, nel particolare contesto del luogo costituisce un minuto tassello d’ordinaria storia locale, comunque da preservare e magari da valorizzare (il che non guasterebbe)…
Claudio Beccalossi






