Magnano (Verona) – Chi percorre via Belfiore (sulla strada statale 12) tra Ca’ di David e Buttapietra passa per Magnano dove, sulla sinistra, al duplice imbocco/sbocco di via Marchesino, sorge l’antica chiesetta sussidiaria dedicata a San Carlo Borromeo.



Forse sfugge all’occhio distratto di chi va di fretta o di quanti minimizzano il raccolto edificio sacro alquanto dimesso e posto in una sventurata posizione, accanto al consistente e continuo flusso stradale.


L’oratorio venne realizzato tra il 1614 ed il 1628 a proprie spese dalla famiglia Filippi, senza campanile. Inserito oggi nell’ambito parrocchiale di Marchesino di cui è proprietà, ha la facciata esterna, a capanna che guarda ad est, spoglia e deteriorata.






Le due finestre anteriori sono state opportunamente murate ma preoccupano quelle due vistose crepe soprastanti l’architrave della porta lignea (dove spicca una placca ovoidale malridotta con una fessura per l’elemosina) e fa brutta vista l’ormai mancante gran parte dell’intonaco originale per distacchi avvenuti nel tempo. Situazione di degrado che riguarda, in ogni caso, l’intera superficie esterna.






Una nicchia soprastante l’ingresso mostra solo flebili tracce d’un affresco dall’interpretazione ormai impossibile. Al centro del tetto un supporto di pietra sorregge una croce di ferro. Un accesso secondario è presente nel fianco settentrionale, nella zona del presbiterio,
L’interno, purtroppo vedibile solo in poche occasioni (per i “fioretti” di maggio o per la ricorrenza di San Carlo Borromeo, il 4 novembre) e già preda di accaparratori e predoni di elementi di pregio, è ad aula unica dalle dimensioni contenute e termine con un’abside semicircolare.

La copertura viene assicurata da una doppia falda in coppi di cotto sostenuta da un sistema di capriate lignee a vista mentre il pavimento, altamente usurato, è costituito da piastrelle bianche e rosse. Solo tre piccole finestre danno luce all’interno dalle pareti pesantemente rovinate, una sul fianco meridionale e due nella parete absidale.
L’altare maggiore secentesco è in marmi policromi, poggia su un basamento in marmo rosso veronese e nel passato ospitava un dipinto ottocentesco di “San Carlo che comunica gli appestati”, poi trasferito nella chiesa parrocchiale di Marchesino.
Esterni ed interni, in definitiva, avrebbero bisogno di un’urgente opera di salvaguardia e d’una maggiore valorizzazione pubblica. Anche perché la chiesetta è inserita in un contesto d’importanza storica.
Nel territorio attorno, infatti, il 5 aprile 1799 venne combattuta una dura battaglia (episodio della guerra della Seconda coalizione antifrancese, 1799-1802) tra austriaci e francesi, comandati rispettivamente da Paul Kray von Krajowa e da Barthélemy Louis Joseph Schérer. In quella che prese il nome di “Battaglia di Magnano” si fronteggiarono 46mila austriaci e 41mila francesi, con 6mila ed 8mila perdite nei due schieramenti e la vittoria austriaca.
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi

