Unmanned4You è un’impresa di servizi e logistica nei settori dei trasporti e del delivery, con sede a Napoli, dal core business connesso a ricerca e sviluppo di droni ed eVTOL (evtol, acronimo di electric Vertical Take-Off and Landing, velivolo elettrico a decollo ed atterraggio verticale, con o senza ali) guidati con controllo da remoto e volo in modalità BVLOS (Beyond Visual Line of Sight), cioè oltre il raggio visivo del pilota.
Collabora con organismi di settore quali il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania, l’ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile), l’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano. Inoltre, svolge servizi di prevenzione, monitoraggio e gestione delle emergenze, ispezioni termografiche certificate, aerofotogrammetria e mappatura 3D, controllo delle infrastrutture stradali, ferroviarie, riprese per tivù e cinema ecc.
Opera nei progetti “Aetos” (riguardo al trasporto di merci e prodotti sanitari verso zone accessibili con difficoltà e dalla scarsa popolazione) ed “Elyhub” (che si prefissa di contribuire alla crescita di infrastrutture per la mobilità aerea avanzata).
Nel video Sean Altamura di Unmanned4You descrive i droni “di casa”
Le foto, nel settore di LetExpo di competenza informativa della Guardia di Finanza, a loro volta, mostrano un drone (Remoted Piloted Aircraft System “Colibrì”) quadricottero in dotazione al Corpo e che fornisce supporto tattico nelle operazioni di sorveglianza geospaziale.





Le sue caratteristiche sono: diametro 908 mm, massimo peso 8,2 kg, peso a vuoto 3,3 kg, stabilizzazione con GPS, Global Positioning System (minimo 6 satelliti da ricevere). È in grado di volare fino a 26 knots (nodi) di vento.
Funziona con batterie da 22,2 V, cioè 22.000 milliampere di capacità che consentono un viaggio aereo, in condizioni standard, di 42 minuti (periodo che varia secondo la temperatura esterna e dei sistemi di missione installati), sia in automatico che manuale
Inoltre, è dotato di funzione return to home che interviene quando la tensione delle batterie s’abbassa sotto a 21,7 V e l’APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto) rientra al punto di partenza.
S’avvale, poi, d’un sistema di paracadute funzionante solo se l’attivazione scatta a quota superiore a 70 metri e serve per ammortizzare l’impatto col suolo.
I sensori applicabili sono elettro ottico, infrarosso, fotogrammetrico, multispettrale, IMSI-catcher (International Mobile Subscriber Identity-catcher, cioè rilevatore d’identità per abbonati mobili internazionali, un dispositivo per intercettare il traffico di telefoni cellulari e tracciare i dati sulla posizione dei loro utenti), LIDAR (Light Detection and Ranging o Laser Imaging Detection and Ranging, strumento di telerilevamento che determina sia la distanza d’un oggetto o di un’area tramite un impulso laser che la concentrazione di specie chimiche nell’atmosfera e nelle superfici acquatiche).
Le velocità del drone è di 5 metri al secondo mentre il suo impiego è in VLOS (Visual Line of Sight, condizione di volo a vista dalla postazione del pilota che lo manovra da remoto), in un raggio di 320 m.
L’uso del “Colibrì” è proibito in condizioni atmosferiche avverse (temporali con fulmini, forte pioggia, grandine, neve e ghiaccio).
Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
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