Presentata, presso il Circolo Unificato dell’Esercito in Castelvecchio, la nuova serie originale televisiva “Adele – Anime perdute”, girata in località e campagne del lago di Garda delle province di Verona e Brescia e destinata alla distribuzione Amazon Prime. Prodotta dall’Associazione Idea Film (APS, Associazione Promozione Sociale – Affiliata ANAS, Associazione Nazionale Azione Sociale di ETS – Ente Terzo Settore – , presieduta da Giovanni Tamà), con regia, soggetto e sceneggiatura di Alberto Moroni.
Moroni è vice presidente della stessa Idea Film (dalle sedi operativa a Desenzano del Garda, BS e legale a Peschiera del Garda, VR) impegnata non solo in campo cinematografico ma, pure, in iniziative di solidarietà civico-sociale. Nella duplice veste di regista ed attore ha diretto ed interpretato i films “L’ultima luna”, “Il silenzio che uccide”, “Solo strana la vita”, “The gamblers”.
«Il nostro obiettivo – sottolineano i vertici di Idea Film – è portare sullo schermo emozioni in cui le persone possano rispecchiarsi, perché crediamo che condividere queste storie aiuti a mantenere vivo il nostro istinto umano».
Nell’incontro con i media, Francesco Bitto (portavoce regionale ANAS ETS) ha spiegato: «Noi dell’associazione stiamo sostenendo l’iniziativa “Ciak. Nessuno è escluso” tramite la nostra affiliata Idea Film che ha ideato il progetto e lo sta attuando. Siamo una rete associativa di livello nazionale, abbiamo più di 160mila volontari in tutto il territorio e ANAS Veneto ha la propria sede regionale proprio a Verona. L’obiettivo del programma è riuscire ad inglobare all’interno del mondo del cinema, della televisione, delle serie TV anche ragazzi che hanno diverse abilità, per coinvolgerle nella vita sociale. Perché, come sappiamo tutti, certe volte non sono totalmente inseriti in questo tipo di attività. Oggi, nello specifico, presenteremo un trailer del regista Alberto Moroni della puntata pilota del progetto chiamato, appunto, “Ciak. Nessuno è escluso”, proposta, format e trama narrativa dall’acceso impatto sociale. Nelle puntate successive che vedremo prossimamente troveranno partecipazioni e ruoli le accennate persone con altre abilità».
La serie verte sull’inaspettato e misterioso ritorno di Adele, bambina rapita nel giardino di casa, proprio nel giorno del suo quinto compleanno, da un’ignota figura travestita da coniglio e ricomparsa dopo ben 15 anni, con il corpo scalfito e la mente disorientata. Segue una serie di vicende inquietanti ed incomprensibili che obbliga tutti a riconsiderare un certo ambiguo passato di cui si credeva aver perso la memoria. “Un mistero psicologico dai toni cupi, sospeso tra il reale e l’invisibile, che esplora i confini tra trauma e follia, tra il non detto e il sovrannaturale”. Il tutto contornato da un antico forte sotterraneo, un asilo abbandonato, una parrocchia sinistra ed un lago che, poco alla volta, ridà quanto vi era stato immerso.
Le strutture-base di “Adele – Anime perdute”, condensate nelle “Note di regia”, riguardano “Trauma e ricostruzione dell’identità”, “Memoria repressa e flashback distorti”, “Infanzia violata e simbolismo onirico”, “Il Male nella comunità: segreti e omertà”, “Sopravvivenza e resilienza femminile”.
Moroni ha ribadito, nelle stesse “Note di regia”, che “la serie è un ibrido tra thriller psicologico, dramma umano e horror atmosferico. Gli elementi di genere diventano metafore per affrontare traumi reali, come la perdita dell’innocenza, la dissociazione mentale, la memoria repressa e la violenza invisibile. Il tono è cupo, visivamente ispirato al realismo rurale italiano e contaminato da suggestioni di genere”.
E, ancora, il regista s’è soffermato anche su “ingredienti” psicanalitici della produzione: “Ogni episodio scava a fondo non solo nel passato di Adele, ma anche nel tessuto sociale del paese, svelando silenzi, connivenze e misteri taciuti da tutti. La maschera del coniglio – elemento simbolico e inquietante – incarna l’infanzia corrotta, la manipolazione e la perdita dell’identità, diventando quasi una figura mitica, legata a rituali o credenze popolari locali”.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche Renato Cremonesi (Green Manager o Sustainability Manager, cioè un professionista che governa la transizione ecologica di un’azienda, completa la sostenibilità del modello di business, limita l’impatto ambientale lavorativo, incrementa l’efficienza energetica, capta bandi di finanziamento), esperto di tematiche energetiche, ambientali e di sviluppo sostenibile, presidente di società d’ingegneria, consulenza e servizi nell’ambito dell’efficienza energetica. Cremonesi opera soprattutto nella transizione energetica, energia da fonti rinnovabili e riqualificazione di immobili, con particolare competenza di sostenibilità nell’ambiente cinematografico, in rassegne del settore ed in case di produzione.
Ha parlato, appunto, di sostenibilità in tempi di cambiamenti climatici e conflitti. «Va incentivata la realizzazione di films sostenibili, con parti emozionali inserite in trame che mandino messaggi di sensibilizzazione, trattino emergenza e risparmio energetici, riduzione al minimo delle emissioni di anidride carbonica ecc.».
Gli interpreti di “Adele – Anime perdute”? Christopher Ventura, Luca Gatta, Pamela Bellinazzo, Consuelo Gigantiello, Lucia Vita, Alessia Bozzoni, Marco Bottoni, Giorgio Zanetti, Nino Scarmigliati, Stella Padula, Bianca Padula, Federico Bertocchi, Adelmo Macchioni, Megan Vasileniuc, Zoe Zanoncelli, Gloria Donati, Svetlana Gridjn, Lorenzo Fois, Cristian Cianflone.
di Claudio Beccalossi

