Riemersa dal passato. Un’interessante ed originale foto rurale senza luogo e data di scatto, con stringate note informative verbali che consentono solo un commento a spanne. Sottoposta, più che altro, per incentivare la diffusione pubblica sperando che qualcuno possa fornire notizie a riguardo.
L’ha messa sulla scrivania Fabio B. che l’ha “scoperta” tra gli spessori interni di un’immagine incorniciata tenuta appesa alle pareti di casa (tra tante altre) da sua madre Delmina L. (28 marzo 1926 – 8 novembre 2020).
Si tratta d’una scena in un’azienda agricola della Bassa Veronese (in qualche presunta corte della campagna attorno ad Isola della Scala, Tarmassia, Pellegrina, posti frequentati nell’infanzia e nell’adolescenza dalla signora Delmina e dai suoi familiari) risalente, con ogni probabilità, ad anni a cavallo tra i secoli XIX e XX, con supposti padroni, mezzadri, contadini, mogli e figli ripresi in una pausa dal lavoro o radunate proprio per essere fotografate insieme.

Sono suggestivi i marchingegni a sinistra ed a destra e gli abbigliamenti di adulti (alcuni anche eleganti, secondo il ceto) e bambini. Il retro della foto è pieno di scarabocchi senza alcun senso.

Chissà dov’erano esattamente, chi erano quelle persone e come mai la signora Delmina (certo non contemporanea agli appartenenti al quadretto agreste) la teneva “occultata”. Capitata per caso o per passamano parentale nelle sue mani?
Che sia un frammento visivo attinente ai luoghi di vita dei suoi genitori Giovanni e Silvia (defunti rispettivamente nel 1956 e nel 1964) che si sposarono nel 1907, inumati nel cimitero di Borgo Roma, a Verona e dei quali Fabio B. conserva la loro foto di matrimonio?
Rimane comunque un documento d’epoca dai connotati “misteriosi”. Che, forse, prima o poi verranno svelati… Il “viaggio nel chiarimento” è appena iniziato…
Claudio Beccalossi

