San Giovanni Lupatoto – Una ghiotta fetta d’anguria (che rimanda alla stagione calda) dipinta ad una fermata dell’Azienda Trasporti Verona (ATV), nei pressi della rotonda tra le vie Ca’ di David, Cesare Battisti e Bellette, a poca distanza dal pastificio Rana.
Ha “colpito” ancora Cibo (tag e pseudonimo di Pier Paolo Spinazzè, Vittorio Veneto, Treviso, 1° aprile 1982), l’ormai ben noto writer e street artist che ha disseminato il Veronese e non solo di soggetti a sfondo gastronomico, connessi a peculiarità della cucina italiana, per sanare o coprire scritte e raffigurazioni ben poco opportune (con particolare antipatia militante per simboli fascisti e nazisti) su muri esterni lasciati al vandalismo del primo che passa.
Dopo gli studi al liceo artistico statale “Umberto Boccioni” ed aver frequentato per un anno l’Accademia “Giambettino Cignaroli”, a Verona, Spinazzè s’è specializzato quale designer all’Università IUAV (fino al 2001 Istituto Universitario d’Architettura di Venezia), ateneo fondato nel 1926 per studi in architettura, teatro, design, moda, arti visive, urbanistica e pianificazione del territorio.
Il murale “d’esordio correttivo” di Pier Paolo, in continuo “attivismo antifascista/antinazista”, è stato l’eliminazione visiva d’una svastica disegnandovi sopra un… würstel. Da allora in poi, anche tramite segnalazioni da parte di suoi followers in social media, ha “bonificato” una nutrita serie di pareti esterne “impure” o decadenti, creandovi ex novo pitture murali artisticamente efficaci, non solo come ispirato filone culinario tricolore ma, anche, quale messaggio alternativo d’educazione pratica contro l’odio ed il teppismo.
di Claudio Beccalossi

