Settimo (Pescantina)
Restauro e valorizzazione cercansi! Senza patemi d’animo per il costo del lavoro, esiguo secondo quanto ipotizzato da alcuni, a costo zero se realizzato da esperti volontari sensibili ad elementi del passato popolare nel degrado.
L’appello riguarda due particolarità d’altri tempi trascurate da interventi pubblici o privati, poste ad un lato di via Antonio Bertoldi (strada dov’è ubicata Villa Bertoldi, dai tratti classici delle dimore signorili venete, risalente al XVII secolo).
La prima riguarda un manufatto in tufo a più strati dalla guglia sommitale con crepe soprattutto nell’ambito superiore (invaso da piante rampicanti) e sulla lastra marmorea commemorativa leggibile a fatica. L’insieme nel verde non curato dà un senso di malinconica suggestione, in sintonia con quanto di drammatico rievoca la stele: “Perpetua memoria di Zampini Davide a tutti amico proditoriamente a colpi di scure qui ucciso. Addì 28 ottobre 1888. La popolazione pose”.
Reminiscenza, quindi, d’un fatto di sangue, brandello tragico di cronaca e storia locali che meriterebbe consona attenzione rivalutativa.
A poca distanza dal manufatto d’epoca caduto in disgrazia è presente una fontana a parete di marmo, con pulsante d’erogazione in diligente mantenimento, dalla parte inferiore consumata per lo scorrimento di precedenti ed annose fuoriuscite d’acqua. Se, tutto sommato, l’aspetto generale appare buono, ciò che stona è la cattiva condizione della scritta su pietra soprastante: “È proibito tener aper / to il rubinetto / È permesso asportare / acqua solo per uso / domestico”. Richiamo e precisazione datati dal bisogno d’un provvedimento conservativo, anche solo per spicciola curiosità…
di Claudio Beccalossi

