L’avvento di Internet ha portato a cambiamenti assolutamente radicali, molti dei quali possono essere considerati positivi. Tuttavia, l’aspetto legato alla privacy è fondamentale e con i tantissimi strumenti che abbiamo a disposizione non può essere considerato un tema banale e scontato. Le norme dell’UE, in questo senso, garantiscono a tutti gli utenti la protezione dei propri dati. Questo accade in particolar modo quando vengono effettuati degli acquisti online, tramite gli eStore, quando vengono richiesti dei prestiti bancari oppure quando ci si candida per un lavoro. Queste regole vengono applicate a tutte le aziende che operano all’interno dell’UE, comprese quelle che vengono da fuori, come ad esempio Facebook o Amazon. Un’azienda o un’organizzazione ha l’opportunità di richiedere i dati personali di un utente in diversi casi: quando quest’ultimo stipula un contratto, quando si conforma ad un obbligo giuridico, quando il trattamento dei dati è nel suo interesse vitale, quando si termina un compito pubblico e/o quando ci sono interessi legittimi. Ma come funziona nello specifico nei diversi ambiti?
Privacy negli eStore
Quando facciamo acquisti negli eStore digitali, l’azienda ha l’obbligo di richiedere all’utente il permesso di accedere ai suoi dati personali. Nel momento in cui gli viene richiesto, l’utente deve chiarire il suo consenso, firmando un modulo o cliccando “sì” tra le opzioni proposte. Prima di dare la propria autorizzazione, bisognerebbe ricevere diverse informazioni: informazioni riguardo l’azienda che richiede i dati, il motivo per il quale li vuole utilizzare, per quanto tempo i dati verranno conservati, i dettagli di tutte le altre aziende che li riceveranno e le informazioni sui propri diritti in materia di protezione dei dati. Per revocare il proprio consenso, l’utente è chiamato a contattare il responsabile del trattamento dei dati, che da quel momento in poi non potranno più essere utilizzati dall’azienda interessata. Per quanto concerne la commercializzazione diretta, l’azienda deve godere prima del consenso dell’utente, che ha tutto il diritto di opporsi, di non richiedere più la commercializzazione diretta e di non permettere all’organizzazione di avere possesso dei propri dati personali.
Privacy nei social network
I figli minori di 16 anni avranno spesso bisogno dell’approvazione di un genitore per usufruire dei servizi online come social network, musica, giochi e molto altro ancora. Una volta superati i 16 anni, 13 in alcuni paesi dell’UE, i figli non avranno più bisogno dell’autorizzazione di un genitore. Nel momento in cui un utente dà ad un’azienda il consenso di utilizzare i propri dati personali, ha anche il diritto di richiederne una copia gratuita, che gli dovrà essere fornita entro un mese. In alcuni casi si può richiedere la restituzione o il trasferimento dei dati direttamente ad un’altra azienda, in un’operazione che prende il nome di “portabilità dei dati”. Esiste anche il diritto all’oblio, che prevede la possibilità da parte dell’utente di cancellare i dati nel caso in cui non dovessero essere più necessari. Questo si applica anche ai motori di ricerca, come ad esempio Google, poiché anch’essi vengono ritenuti responsabili del trattamento dei dati.
Privacy nel gioco
Nel caso in cui un’organizzazione dovesse rendere virali online i dati personali di qualcuno, sarebbe obbligata ad informare della richiesta di cancellazione dei dati ogni sito web interessato. Questo è un tema che sta a cuore anche a chi si occupa della privacy nel gioco, per la quale è stato istituito un codice che ha come scopo quello di promuovere alti standard di protezione dei dati nel settore del gioco online. Per l’uso di determinati bonus, ad esempio, può essere richiesto l’invio di documenti personali per evitare l’uso del portale da parte dei minorenni. A tal proposito, sul web si possono trovare diverse pagine che danno informazioni su cosa sono i bonus slot senza deposito, sulle modalità di ricevimento e riscatto di queste promozioni, nonché sulle normative sulla privacy legate a questo ambito. In caso di violazione dei dati personali, il responsabile del trattamento dei dati è chiamato ad informare l’autorità nazionale per la protezione di questi ultimi. Ricollegandoci a questo concetto, l’utente può anche ricorrere ad una denuncia della quale si dovrà occupare l’autorità nazionale per la protezione dei dati e per la quale dovrebbe arrivare una risposta entro un tempo limite di tre mesi.
*I.P.

