Cari Lettori,
è tornato a trovarci Gabriel Corasaniti.
Gabriel, classe 1995, nato a Soverato (CZ), Capotreno sui Frecciarossa, già carabiniere, oggi vive a Milano.
Molto attivo all’interno del Mondo al Contrario, ovvero l’Associazione che porta avanti gli ideali del Generale Roberto Vannacci, è appassionato di politica, comunicazione e attualità; è attivo soprattutto su Instagram, dove con i suoi reels coinvolge una community affezionata ed in crescita, dove conta più di 11 mila follower e dove i suoi video fanno tra le centinaia di migliaia e i milioni di visualizzazioni!
Recentemente si è lanciato in nuova avventura come Referente del Comitato Costituente di Milano 009 per Futuro Nazionale.
Ciao Gabriel, iniziamo pure.
Come ti definisci nel tuo impegno pubblico e politico?
“Non mi sono mai sentito un “politico” nel senso classico del termine. Mi considero una persona che si mette a disposizione. Per me l’impegno pubblico è questo: esserci, assumersi responsabilità e provare a dare un contributo concreto, senza inseguire etichette.”
Qual è la caratteristica che rende te una figura atipica nel panorama civico lombardo?
“Forse il fatto che non provengo dai percorsi tradizionali della politica. Ho fatto altre esperienze, ho visto lo Stato da angolazioni diverse. Questo mi permette di dialogare con mondi differenti senza pregiudizi e senza appartenenze rigide. Mi interessa unire, non creare recinti.”
Qual è, secondo te, la vera infrastruttura di un territorio?
“Per me sono le persone e le relazioni che riescono a costruire. Le strade e le opere sono fondamentali, ma se non c’è fiducia reciproca, se non c’è collaborazione tra cittadini, istituzioni e imprese, un territorio non cresce davvero.”
In che modo la tua esperienza nelle Forze Armate, nelle Forze dell’Ordine e nel settore privato hanno influenzato la tua visione dello Stato?
“Mi hanno insegnato che le regole non sono un limite, ma una garanzia. Ho imparato cosa significhi lavorare in squadra, rispettare i ruoli, gestire responsabilità anche sotto pressione. Nel privato ho visto invece quanto siano importanti efficienza e risultati. Mettere insieme queste esperienze mi ha dato una visione molto concreta.”
Cosa significa per te che “lo Stato non è un concetto teorico”?
“Significa che lo Stato lo incontri ogni giorno: in una divisa, in un ufficio pubblico, in una stazione. È fatto di persone che fanno il proprio dovere. Per me lo Stato è presenza, è esempio, è coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.”
Qual è il tuo ruolo nella costruzione dei tavoli di confronto?
“Cerco di essere quello che mette attorno allo stesso tavolo persone che magari non si parlerebbero. Mi piace facilitare il dialogo, far emergere punti in comune e trasformare le idee in proposte operative.”
Qual è il tuo metodo di lavoro nel costruire una rete sul territorio?
“Ascolto molto. Prima di proporre, preferisco capire. Poi provo a collegare le esigenze che raccolgo con chi può offrire soluzioni. È un lavoro silenzioso, fatto di incontri, telefonate, confronti continui. La rete si costruisce nel tempo, con costanza.”
Qual è il rapporto tra te e il Generale Roberto Vannacci?
“Con il Generale Roberto Vannacci c’è un rapporto basato sulla stima personale e sulla condivisione di alcune idee di fondo. Ho apprezzato la sua chiarezza e il suo modo diretto di affrontare i temi pubblici. Da lì è nato un percorso di collaborazione.”
Cosa rappresenta Vannacci, secondo te, rispetto alle logiche politiche tradizionali?
“Rappresenta, a mio avviso, una voce fuori dagli schemi. Una persona che non ha paura di esporsi e di sostenere le proprie posizioni, anche quando sono controcorrente. Questo può piacere o meno, ma è un tratto che rispetto.”
In cosa consiste il lavoro organizzativo che svolgi sul territorio?
“Mi occupo di coordinare energie. Aiuto a strutturare gruppi, a definire obiettivi, a dare continuità alle iniziative. Credo che senza organizzazione anche le idee migliori rischino di restare sulla carta.”
Cosa significa per te essere definito “il regista silenzioso”?
“Sorrido quando lo sento dire. Non mi interessa apparire. Se posso contribuire a far funzionare le cose dietro le quinte, per me va bene così. L’importante è il risultato, non la visibilità personale.”
Quali sono le tue ambizioni future?
“Continuare a crescere, prima di tutto come persona. E poi consolidare ciò che stiamo costruendo. Non ho l’ansia delle tappe forzate: preferisco fare un passo alla volta, ma farlo bene.”
Qual è la linea che guida la tua azione pubblica?
“Concretezza. Meno parole e più fatti. Meno divisioni sterili e più lavoro di squadra. Credo che oggi ci sia bisogno di serietà e continuità.”
Qual è il messaggio finale che rivolgi al territorio?
“Invito tutti a partecipare. Non serve essere esperti di politica per dare un contributo. Serve solo volontà e senso di responsabilità. I territori crescono quando le persone scelgono di non restare spettatori, ma diventare protagonisti.”
E dopo questa bella e snella intervista, saluto affettuosamente Gabriel Corasaniti.
Cordialmente, il Vostro Colonnello.

