Corte Molon, nucleo rurale risalente al 1560 (con corpo di fabbrica e torre colombara edificati ancor prima, secondo ipotesi attorno al 1400) in via della Diga 17, attraverso i secoli ed alti e bassi, è stata infine assegnata all’Associazione Garibaldini volontari a cavallo onlus ed all’Associazione sportiva dilettantistica Horse Valley, nell’ottica d’un centro per gli Interventi assistiti con gli animali (Iaa, ex ippoterapia) che promuove ed adotta l’equitazione quale sport sociale ed inclusivo, oltre a funzioni da fattoria didattica.
Inserita nel Parco dell’Adige Nord, la corte, che d’estate ospita frequentate rassegne teatrali, è a poca distanza dal Centro “Mons. Carraro” (dedicato a mons. Giuseppe Carraro, Mira, Venezia, 26 giugno 1899 – Verona, 30 dicembre 1980, vescovo della città scaligera dal 1958 al 1978), in lungadige Attiraglio, fondazione ecclesiastica al servizio della Diocesi di Verona per il sostegno delle iniziative pastorali e che, attualmente, accoglie la comunità del Seminario Minore.
L’attribuzione di Corte Molon della proprietà del nobile Giovanni Agarotti deriva dal terzo, a destra, degli stemmi presenti sull’arco d’ingresso, dove è visibile un melone (molon, in dialetto veronese). Nell’interno d’epoca è ospitata una parte di materiale del Museo dell’Adige mentre merita un accenno a parte la chiesetta della corte collocata in un angolo esterno quasi appartato ma intenzionale, lontano dal corpo centrale, per consentire il più possibile l’accesso alle funzioni religiose a quanti lavoravano od abitavano nei dintorni. Dentro conserva uno stemma con le iniziali G. A. attribuibili a Giovanni Agarotti, costruttore o restauratore dell’oratorio.
Il vialetto d’accesso all’edificio sacro, ben curato, fa però a pugni con il pessimo stato dell’affresco sull’ingresso (dove s’intravede a malapena una Madonna col Bambino) che pare aver perso, ormai, possibilità residue di restauro. Anche lo stemma sopra versa in cattive condizioni come pure le mura della facciata.









Si verificherà qualche “miracolo di salvaguardia” dell’ultima ora?
Il passato non rasserena, anzi, inquieta: nel gennaio 2010 don Sergio Pighi (il “prete di strada” fondatore della Comunità dei giovani e cappellano nel carcere di Montorio Veronese, scomparso ad 87 anni d’età il 2 ottobre 2020 nella Casa dei Salesiani, a Mestre, con funerale celebrato nella parrocchia di Santa Croce, a Verona, il 6 ottobre seguente), che allora risiedeva appunto in Corte Molon ed officiava messa nella chiesetta, riferì dello sfondamento della porta e del trafugamento, due mesi prima, d’un calice, di quattro candelieri e d’una Via Crucis in ottone. Forse poi utilizzati quale corredo di messe nere, riti satanici, pratiche esoteriche o presunti tali. Non a caso, allora, la Curia aveva nominato ben nove nuovi sacerdoti esorcisti.
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi

