Quasi al termine di lungadige Galtarossa, in direzione del Nuovo Circolo Ippico Scaligero in località Boschetto, vicino alle arcate del ponte della Ferrovia, un parcheggio sterrato a sinistra è a disposizione di personale ed utenti della vicina sede della Cisl (Confederazione italiana sindacati lavoratori), Unione sindacale territoriale di Verona. Si tratta di un’area situata proprio a ridosso della scarpata che sale verso i binari della linea ferroviaria Verona-Venezia, tra le stazioni di Porta Nuova e Porta Vescovo, poco dopo o prima (rispetto alle direttrici di marcia), appunto, l’attraversamento sull’Adige.
Su tutto grava, dall’alto, un casello (o casa cantoniera) ferroviario, raggiungibile entrando da un cancelletto accostato (non chiuso con serratura o catena) e tramite una scalinata impervia e dissestata, con tanto di corrimano. Una seconda serie di gradini con infisso d’appoggio è presente all’altro lato dell’edificio ma in basso il relativo accesso risulta bloccato.













Il degrado è preoccupante attorno alla struttura abbandonata e nello spazio antistante alla porta d’ingresso, sulla quale sono stati apposti dalle Ferrovie dello Stato Italiane avvisi di “Vietato l’accesso alle persone non autorizzate” e di “Divieto di scarico” essendo “proprietà privata”, moniti rivelatisi inutili e disapplicati.




Preoccupante perché la tipologia di quanto è stato riversato in abbondanza, ben visibile all’esterno, potrebbe pure avere connotati nocivi. Non solo, quindi, ecologia incrinata e senso civico (o senso di tutela della proprietà privata) messo a dura prova…

Appare strano, poi, il fatto che non tutte le finestre e la stessa soglia principale siano state debitamente murate, come estremo rimedio, per impedire l’entrata e la permanenza di occupatori abusivi (magari gli stessi che avrebbero addirittura collocato un’antenna parabolica nella parte destra della facciata) che certo ci sono stati e, forse, vi bazzicano ancora, intrufolandosi nel varco della rete di recinzione che dà sulle rotaie e nell’apertura semichiusa.

Se fuori le condizioni sono così vergognose, chissà come sarà mai l’interno del casello ferroviario ormai in disuso dalla sua vecchia funzione d’alloggio o di presenza turnificata di personale (casellante) responsabile del controllo e della manutenzione di tratti di linea, soprattutto nei pressi di ponti, passaggi a livello e bivi. Oltre ad essere stato abbandonato al suo decadente destino, senza “santi protettori” conservativi, il “testimone” di tempi ferroviari andati ha oggi a che fare con intrusi, vandali ed inquinatori… Involuzione?

Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
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