I frequentatori serali (per non citare quelli delle ore notturne) camminano in fretta e con un certo patema d’animo attraverso il parco di San Giacomo, nel tragitto da via Golino a piazzale Ludovico Antonio Scuro, davanti al Policlinico “Giambattista Rossi” e viceversa, due poli dove sono presenti pure fermate di autobus delle linee urbana a provinciale.
Il tragitto nello spazio verde, lugubre soprattutto in autunno ed inverno ed inquietante sempre nella semioscurità, è quasi d‘obbligo per i pedoni perché taglia e fa evitare un percorso più lungo ad angolo retto tramite via Bengasi.
L’accesso al parco od ottimisticamente campo giochi, nell’attinente piazza Caterino Stefani (di fronte alla sede della Quinta Circoscrizione, in via Benedetti 77) include strutture superstiti dell’ex ospedale psichiatrico provinciale, come, appunto, sta ancora scritto, interpretabile a fatica, sul portone principale in legno che dà su via Golino. Si trattava del manicomio di (od alla) Tomba, operante nel ricovero e cura di malati fisici e psichici fin dall’inizio del XVI secolo, nella zona di San Giacomo di Tomba.
Il tetro senso di squallore e degrado degli avanzi strutturali, che imperversa da tempo, va a braccetto con gli scarabocchi vandalici su muri esterni ed interni e con l’atmosfera di disagio generale, mal sopportato da chi è costretto dalle esigenze del momento, in prima o tarda serata, a camminare attraverso il parco-thriller scarsamente illuminato e foriero di brutti incontri ed episodi, del resto già verificatisi con la frequenza di spacciatori, acquirenti e consumatori di sostanze stupefacenti. Nel recente passato, infatti, l’area addossata alle mura superstiti dell’antico complesso sanitario era già stata interessata da interventi di bonifica da siringhe ed avanzi del traffico della droga.









Non è certo consolante, poi, l’accostamento dell’ambiente cupo del parco di San Giacomo, circoscritto ed in penombra, azzardato da qualcuno alle location dei films al cardiopalma del “maestro del brivido” Dario Argento…
Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi
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