Cari Lettori,
oggi intervistiamo non un candidato consigliere regionale, ma un candidato Governatore alla Regione Veneto, che per molti potrebbe essere la vera sorpresa di queste elezioni.
Sono qui con Marco Rizzo, Coordinatore Nazionale di Democrazia Sovrana Popolare, che ringrazio per aver accettato questa intervista.
Rizzo ha preso posizioni molto nette ultimamente dichiarandosi contrario all’Unione Europea, auspicandone l’uscita, oltre ad essere fortemente critico nei confronti della NATO.
IMMAGINO, CANDIDANDOSI DA OUTSIDER QUI IN VENETO, CHE LEI NON SARÀ D’ACCORDO CON I 15 ANNI DI AMMINISTRAZIONE ZAIA, VERO?
“Zaia è un ottimo comunicatore che riesce a mettere sotto il tappeto della sua ribalta nazionale nata dall’essere stato, praticamente senza interruzioni, un uomo di governo, i molti problemi dei Veneti. Rimane la qualità del comunicatore, ma i cittadini vogliono qualcuno che risolva le questioni, non uno che si autopromuova. L’autonomia è rimasta soltanto una bandierina da sventolare propagandisticamente, l’immigrazione è sempre più fuori controllo e acuisce l’insicurezza delle città, oltre 3000 veneti hanno smesso di curarsi, le liste di attesa si allungano e si perdono centinaia di medici di base, intere aree della Regione subiscono un profondo spopolamento. Non mi sembra un gran bilancio! Il Veneto ha bisogno di aprire una pagina nuova”.
COSA DIFFERENZIA IL SUO PROGRAMMA DA QUELLO DEL CENTRO DESTRA E DEL CENTRO SINISTRA?
Lo abbiamo detto all’inizio della campagna elettorale, lo ripetiamo ora: a differenza degli altri, noi faremo quello che diciamo. Tutti gli altri hanno tradito: dall’esito referendario delle consultazioni popolari sull’acqua pubblica a quello, già ricordato, sull’autonomia. Centrodestra e Centrosinistra riempiono di promesse. Marco Rizzo fa quello che dice, si chiama coerenza. Anche per questo introdurremo il vincolo di mandato per i consiglieri eletti con noi in Veneto. I parlamentari non hanno il vincolo di mandato. vuol dire che oggi è possibile farsi eleggere in un partito come fosse un taxi e poi, giunti a destinazione, ottenuto il seggio, si cambia indirizzo. Da noi, se accade, si va a casa e si perde la poltrona”.
CHE COSA L’HA SPINTA A QUESTA PARTITA TUTTA IN SALITA A CANDIDARSI IN SOLITARIO SENZA AVERE DIETRO GRANDI PARTITI?
“I grandi partiti sono i curatori degli interessi di un’istituzione fallita, l’Unione Europea: questo è il loro ruolo celato dietro differenze apparenti. Su quel ruolo non si dividono, fanno e dicono le stesse cose”.
QUALI SONO LE COSE CHE FAREBBE NEI SUOI PRIMI 100 GIORNI DA GOVERNATORE?
“Abbiamo un programma di rigenerazione del Veneto. Vogliamo che i veneti siano finalmente padroni a casa loro. Siamo per il riconoscimento istituzionale del referendum sull’autonomia del 2017, l’abolizione della quota regionale di tassazione per le spese militari e la bandiera veneta da affiancare a quella italiana in sostituzione di un vessillo inutile, quello europeo, oggi simbolo di morte e di riarmo, che non significa niente e non rappresenta nessuno se non gli affaristi di destra e di sinistra. Inoltre abbasseremo le tasse ai piccoli e medi imprenditori, semplificheremo la burocrazia che assilla i cittadini, e definiremo un nuovo piano per la sanità e contro le fragilità sociali. Via le tasse dagli stipendi di medici e di infermieri. Inoltre vogliamo aumentare gli aiuti alle famiglie che hanno persone non autosufficienti o con disabilità. Nessuno deve rimanere indietro. La nostra proposta di protezione e di dignità vuole l’incremento delle pensioni per gli invalidi civili. Il nostro obiettivo è aumentarle (74/99% di invalidità) a 800 euro e a 1200 euro (100% di invalidità), con una integrazione regionale valida almeno per due anni e con la richiesta di “esportare” questo criterio in tutta la nazione”.
UNA DOMANDA SCONTATA: È STATO LEI AD ALLONTANARSI DALLA SINISTRA O È LA SINISTRA CHE SI ALLONTANA DAL POPOLO?
“Io sono rimasto alla sinistra degli operai e degli artigiani, quella dei diritti sociali. Questa del PD è merce ed è costume, non c’entra con il popolo, c’entra con i mercati e la loro volontà di orientare masse di acquirenti. Spettacolarizzano il loro impegno sul carro del gay pride. Per me la politica è una cosa seria”.
Cordialmente, Dottor Sergio De Santis

