Cari lettori,
Iniziamo il 2026 gettando uno sguardo preoccupato alle nostre città, un tempo luoghi che potevamo definire tranquilli, forse anche noiosi se pensiamo alle sonnecchiose cittadine del Nord Italia, ma che si stanno rapidamente trasformando in territori di conquista. Non passa oramai giorno che un Sindaco di una città metropolitana o comunque di un capoluogo di provincia, quasi sempre di centrosinistra (PD o 5Stelle), non si dica preoccupato per lo stato di salute in cui versa la propria città in materia di sicurezza urbana e decoro cittadino. Bande di maranza, accoltellamenti, furti e rapine, ma anche spaccio, danneggiamenti e vandalismi, sono una triste e preoccupante realtà. Ebbene questi Primi Cittadini, anziché rimboccarsi le maniche, magari mettendo la propria Polizia Locale in condizione di poter lavorare d’intesa con le Forze di Polizia Statali, anche previ buoni rapporti tra Sindaci da un lato, e Prefetti, Questori e Comandanti dell’Arma dall’altro, preferiscono “chiagnere e fottere” , di fatto incolpando il Governo in carica per l’attuale situazione, dimenticando probabilmente che dal 2006 al 2022, per ben quattro legislature (XV, XVI, XVII e XVIII), ed eccezion fatta per i tre anni tribolati del Berlusconi IV, sono stati i governi di centrosinistra, assieme a quelli tecnici, ad aver aperto le frontiere a centinaia di migliaia di disperati, molti dei quali poi finiti ad ingrossare le fila della criminalità comune ed organizzata. Certo, anche l’attuale maggioranza di centrodestra ha qualche colpa, perché affronta il problema che attanaglia le nostre città senza fantasia, senza inventiva, senza un guizzo che possa portare le Istituzioni, statali e locali, ad avviare una vera azione di contrasto. E’ sicuramente giusto aumentare le pene (ma di pari passo servirebbe una magistratura giudicante più attenta alla certezza della pena), o creare nuove ipotesi di reato, o assumere nuovi poliziotti, o avere l’esercito in strada, ma manca, a mio giudizio, un vero coordinamento tra attori statali e locali che favorisca l’attività di prevenzione e repressione. Ci aveva provato anni fa il Ministro Marco Minniti, persona di grande preparazione tecnica ed acume politico, che con l’articolo 5 del Decreto Legge che riportava il suo nome (DL “Minniti”), il n. 14 del 2017, convertito in legge 48/2017, introduceva il concetto di “Sicurezza Urbana Integrata”, definendola come la promozione della vivibilità e del decoro delle città attraverso la collaborazione tra Stato, Regioni, Province Autonome ed Enti Locali, con strumenti come i Patti per la Sicurezza Urbana. Questa novità assoluta purtroppo è rimasta lettera morta, nel senso che di fatto è stata praticamente svuotata, con Sindaci che hanno abdicato ai loro compiti di rendere più vivibili e sicure le città che governano, demandando ogni iniziativa al Prefetto e preferendo lamentarsi piuttosto che assumersi le proprie responsabilità. Un aiuto in tal senso, riprendendo il cammino tracciato da Minniti, potrebbe darlo la riproposizione in Parlamento della PROPOSTA DI LEGGE N. 729, che fu presentata il 14 giugno 2018 (XVIII Legislatura) dai Deputati di Fd’I Alessio BUTTI più altri, e alla cui stesura diedi il mio contributo di idee. Questa proposta di legge prevedeva una Commissione provinciale per la sicurezza urbana (edun successivo Comitato tecnico ristretto), composto dal Sindaco del capoluogo di provincia, dal Prefetto unitamente al Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, dall’Assessore Regionale alla Sicurezza, dai Sindaci e dagli Assessori alla Sicurezza dei comuni con oltre 50.000 abitanti. Lo scopo era quello di coinvolgere i Primi Cittadini in maniera massiva, pungolarli a migliorare la preparazione e la sicurezza degli agenti delle rispettive Polizie Locali e, in definitiva, costringerli a recitare un ruolo attivo e determinante nella lotta alla insicurezza e al degrado cittadino. La proposta non venne mai calendarizzata e finì per essere definitivamente accantonata, ma ora è giunto il momento di riprendere il cammino di responsabilità condivisa tracciato dal Ministro Minniti.
Cordialmente, il Vostro Colonnello.

