Bambini, adulti e anziani, ogni età ha le sue strategie per l’apparato muscoloscheletrico
Verona, 28 aprile 2026
Il dolore a schiena e collo è un fenomeno multifattoriale: postura e allineamento possono influire, ma spesso contano di più sedentarietà e staticità prolungata, carichi ripetuti, qualità del sonno, stress e, in alcuni casi, fattori metabolico-infiammatori e nutrizionali. Si tratta di disturbi tra i più frequenti e con un impatto rilevante sulla qualità di vita e sui costi sociali e sanitari.
Nei percorsi di valutazione e riabilitazione, l’UOC Recupero e Riabilitazione Funzionale dell’AOUI Verona, diretta dal dott. Ermes Vedovi, propone un cambio di prospettiva: superare l’idea di una postura “perfetta” da correggere, e puntare a migliorare la capacità del sistema muscoloscheletrico di rispondere ai carichi e alle richieste della vita quotidiana nel tempo.
Postura-dolore: rapporto bidirezionale. La postura non è una “posizione perfetta” da inseguire, ma un sistema adattativo: cambia in base a crescita, lavoro, sport, dolore, stress, metabolismo, funzioni oro-facciali e qualità del movimento. La postura non è quindi unica causa dei sintomi. Di fronte a ciò si deve adottare un approccio contro la semplificazione delle cause del dolore per promuovere interventi più utili e sostenibili. Si deve valutare e gestire il rapporto tra carichi e capacità della persona. Fondamentale muoversi di più e meglio: ridurre quindi le posture mantenute cambiando spesso posizione e caricando le strutture corporee in modo graduale. Il dolore modifica la postura: alcune strategie posturali, infatti, possono mantenere o aggravare il dolore se protratte.
Prevenzione già dall’età pediatrica. In età evolutiva la postura cambia rapidamente e presenta un’ampia variabilità fisiologica: molto di ciò che può sembrare “sbagliato” rientra in realtà nel normale sviluppo. L’obiettivo non è correggere, ma sostenere le basi della crescita. Questo significa incentivare nei bambini il movimento attivo, ridurre la sedentarietà e l’uso prolungato di schermi. Va inoltre prestata attenzione a fattori come forza muscolare, ergonomia e benessere emotivo. La nutrizione ha un ruolo fondamentale: elementi come la vitamina D e gli omega-3 contribuiscono alla salute muscoloscheletrica. In questo quadro si inserisce la necessità di un coinvolgimento di famiglia e scuola. In AOUI Verona, l’attenzione a questo specifico percorso la si ritrova nell’ambulatorio “I primi mille giorni” diretto dal prof. Angelo Pietrobelli.
Adulto: primo nemico la sedentarietà. La postura, in questa fase della vita, è soprattutto il risultato di come il sistema motorio gestisce i carichi e le richieste della vita reale. Molte problematiche e sintomatologie dolorose derivano più dalla sedentarietà che da errori posturali isolati. Un fattore da non sottovalutare, considerando la condizione dell’adulto moderno. Il problema più comune nell’adulto, infatti, è la staticità prolungata: ore nello stesso assetto, ritmi di vita intensi, movimenti ripetitivi. L’approccio più efficace è spesso semplice: interrompere la fissità cambiando posizione durante la giornata, allenare forza e resistenza, camminare di più e meglio, fare sport e combattere abitudini dannose come la riluttanza al movimento. Attenzione anche a qualità del sonno e livelli di stress.
Anziano: mantenere l’autonomia motoria. Con l’avanzare dell’età, parlare di postura significa soprattutto parlare di funzione. Le priorità diventano proteggere l’autonomia del paziente, mantenere l’equilibrio e ridurre il rischio di cadute e disabilità. Lo strumento principale è l’attività fisica regolare e adattata, che combini forza, equilibrio e cammino. Gli obiettivi sono concreti e quotidiani: alzarsi dalla sedia, salire le scale, gestire gli spostamenti, continuare a partecipare alla vita sociale. Anche per questa fascia d’età non si tratta di raggiungere una postura “perfetta”, ma di rendere l’organismo più efficiente e sicuro nella quotidianità per mantenere una buona qualità della vita.
Gli outcome in economia sanitaria. Promuovere l’attività fisica, la prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici e l’educazione ad uno stile di vita sano, rientrano tutti nell’ottica degli investimenti sostenibili per il sistema sanitario. Il “wellness” e la prevenzione si leggono come investimento (economico e sociale) in quanto permettono di ridurre l’impatto su assenteismo/presenteismo, produttività, cronicità e carico assistenziale, con benefici per cittadini, sistema sanitario e società. In questa prospettiva rientrano anche soluzioni come teleriabilitazione e programmi strutturati di wellness/welfare aziendale, quando appropriati e accessibili.
Dott. Ermes Vedovi, direttore UOC Recupero e Riabilitazione Funzionale: “Dobbiamo scardinare il mito della postura perfetta e superare l’idea che esista una correzione valida per tutti. La postura non è un parametro fisso da correggere, ma una funzione che cambia con l’età e con le richieste della vita quotidiana. Nella missione della nostra Azienda, l’attenzione a questi temi si traduce in un lavoro integrato tra ricerca, clinica e riabilitazione. L’obiettivo è offrire indicazioni pratiche e sostenibili dall’età pediatrica a quella avanzata, garantendo interventi non solo efficienti, ma duraturi nel tempo. Il dolore, d’altronde, è un equilibrio complesso che può coinvolgere muscoli, occlusione e metabolismo: per questo serve una visione d’insieme e un approccio multidisciplinare”.
Dott Simone Patuzzo, Fisioterapista UOC Recupero e Riabilitazione Funzionale: “Ridurre la postura a una “fotografia” è spesso fuorviante: ciò che conta è come una persona si muove e come il sistema tollera e distribuisce i carichi nel tempo. In questa prospettiva, la postura non è un parametro da correggere ma un’espressione del sistema motorio, che cambia in funzione del contesto e delle richieste. Per questo, più che cercare un allineamento ideale, è utile costruire progressivamente forza, adattabilità e variabilità del movimento, riducendo le esposizioni prolungate alla staticità. La migliore postura è sempre la prossima”.

