Intervento da 1,3 milioni di euro, finanziato dal Comune per 1,2 miloni, per ripristinare la continuità di via Camposanto, non solo per le auto, ma in particolare per bici e pedoni che potranno spostarsi velocemente e in sicurezza da una zona all’altra.
La Giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza di via Camposanto, nella frazione di Avesa, attraverso la realizzazione di un nuovo ponte sul progno Avesa con collegamento a via Consortia.
“L’intervento punta a ripristinare la continuità della viabilità, – l’assessore alle Strade, Federico Benini – interrotta dopo la chiusura del guado, migliorando sicurezza e accessibilità dell’area e a migliorare la mobilità nel quartiere di Avesa, integrando viabilità, percorsi ciclopedonali e attenzione al contesto ambientale. Di fatto si crea una cerniera tra tra Avesa ovest e Avesa est soprattutto per pedoni e biciclette che impiegano altrimenti almeno 40 minuti per raggiungere la zona. Un’opera storica dato che il ponte non era transitabile da 5 anni poichè il Genio Civile ha realizzato muri di contenimento lungo il progno per garantire la sicurezza delle aree limitrofe”.
L’opera prevede la costruzione di un ponte stradale a senso unico, affiancato da una pista ciclopedonale larga 2,50 metri e da un marciapiede rialzato di 1,20 metri. Il progetto include anche interventi sull’alveo del progno, con una risagomatura e l’abbassamento del fondo per ridurre l’impatto paesaggistico dell’infrastruttura.
Il costo complessivo dell’intervento è pari a 1,3 milioni di euro, finanziati per 1,2 milioni con avanzo di amministrazione del bilancio comunale 2024 e per 100 mila euro con fondi vincolati. I lavori rientrano nella programmazione triennale delle opere pubbliche 2025-2027 e hanno già ottenuto i necessari pareri favorevoli nell’ambito della conferenza dei servizi.
Contestualmente all’approvazione del progetto, la Giunta ha adottato la variante urbanistica necessaria per la realizzazione dell’opera, che consentirà anche l’avvio delle procedure espropriative per le aree interessate.

