Circa 300 persone hanno partecipato all’incontro intitolato «Insicurezza, emergenza nazionale, quali risposte per contrastarla?», svoltosi presso la sala conferenze di Veronamercato. Sono intervenuti il senatore Gaetano Quagliariello, presidente del movimento Idea-Identità e azione, il giudice Vincenzo Santoro, presidente della Sezione del nord Italia del tribunale militare, monsignor Bruno Fasani, prefetto della Biblioteca capitolare e l’avvocato Stefano Casali, consigliere regionale e responsabile regionale di Idea. L’iniziativa è stata organizzata dalle associazioni Idea Veneto, Verona domani e Orizzonte. Il dibattito, moderato dal giornalista Mario Zwirner, ha analizzato nelle sue varie sfaccettature il problema della sicurezza, sia su scala nazionale, sia nella provincia di Verona, con l’obiettivo di individuare possibili soluzioni e risorse da fornire agli amministratori per contrastare l’emergenza. Un problema, quello dei furti nelle abitazioni, che sta assumendo contorni sempre più gravi in tutti i comuni della provincia veronese. Una vera e propria “emergenza”, che sta coinvolgendo migliaia di cittadini, che vivono questo drammatico fenomeno tra paura e rassegnazione. L’affollato dibattito ha preso spunto dai dati del Censis, che evidenziano come tali episodi siano più che raddoppiati negli ultimi dieci anni, con un incremento nel solo 2015 del 5.9%. Secondo Stefano Casali, “le principali cause di insicurezza percepite dai cittadini sono un “contorto” funzionamento della giustizia, l’insufficienza delle forze di polizia, il fenomeno dell’immigrazione e la crisi economica. Tutti i Governi hanno parlato del problema, ma nessuno ha fatto realmente qualcosa, la sicurezza è un bene indivisibile su cui poggia la libertà dei cittadini, per questo credo fermamente che dalla spesa pubblica non possano essere tolte risorse al settore della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico. Il furto nel proprio domicilio è una vera e propria violazione psicologica e mentale – ha proseguito Casali – L’assenza di una politica governativa che metta al primo posto la sicurezza e i diritti dei cittadini, ha creato grande insicurezza nella nostra società. I sindaci hanno sempre meno risorse per i loro territori e la pena in Italia non è certa. Se non si cambia rotta la situazione non può che peggiorare”. L’ex ministro Gaetano Quagliariello ha commentato: “La sicurezza è un’emergenza che non può essere affrontata solo a parole, servono fatti concreti. Individuare alcuni investimenti insindacabili che garantiscano le condizioni di lavoro, retributive e gli strumenti a disposizione degli uomini e delle donne che appartengono alle forze dell’ordine, fissando un’asticella al di sotto della quale non è possibile andare. Bisogna poi passare dalla logica dei tagli lineari a quella della razionalizzazione, incentivando il coordinamento tra le forze impegnate nel campo della sicurezza, senza imbarcarsi in improvvisate e spericolate ipotesi di accorpamento (senza ripetere, insomma, il pasticcio compiuto con la Guardia Forestale). È necessario inoltre – ha detto Quagliariello – considerare le trasformazioni che hanno investito le nostre città, elaborando un piano per quei quartieri nuovi, che oggi molto spesso sono zone abbandonate e trascurate. Bisogna infine darsi una politica credibile sull’immigrazione, che implichi il rispetto degli impegni assunti per non dare all’Europa quegli alibi che purtroppo oggi il governo Renzi le concede”. Il sindaco di Verona Flavio Tosi, portando i saluti della città, ha ricordato “come il tema della sicurezza sia ormai un problema che riguarda la gestione amministrativa dei primi cittadini italiani quotidianamente. Si tratta di una priorità, perché è in gioco la fiducia e la serenità dei cittadini”.
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