Seduta ricca di provvedimenti: dall’opera da 1,3 milioni per la mobilità di Avesa ai bonus automatici sulla tassa sui rifiuti per le famiglie in difficoltà e la riduzione Tari per le attività economiche penalizzate dai cantieri
Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato, con la proposta di deliberazione n. 34/2026 (22 voti favorevoli, 10 contrati e 1 astenuto) una serie di variazioni al Bilancio di Previsione 2026-2028 e modifiche alla Nota di Aggiornamento al DUP.
“Le variazioni principali riguardano quattro aree – ha spiegato l’assessore al Bilancio, Michele Bertucco – : i Servizi Sociali, che ricevono maggiori entrate regionali di 70.093 euro per il programma PIPPI (prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori); l’Edilizia Pubblica, con stanziamenti per fondi incentivanti legati a interventi PNRR (riqualificazione della chiesetta Camploy e nuovo parco polisportivo della Spianà) e un finanziamento da sponsor privati di 2.765.000 euro per la riqualificazione del Palaforum; le Infrastrutture Viarie, con 1.800.000 euro destinati alla definizione transattiva della vertenza sul parcheggio interrato “San Zeno”, finanziati dall’avanzo di amministrazione 2025; lo Sport e Benessere, con 1.400 euro per il progetto europeo URBACT IV Re-Gen.
Sono state approvate anche variazioni compensative tra capitoli di spesa di Servizi Sociali e Circoscrizioni 6^ e 8^, che non alterano i totali complessivi. Si dispone inoltre l’aggiornamento del Programma triennale degli acquisti (servizi di portierato agli impianti sportivi AGSM AIM e proroga della concessione della piscina Santini) e l’inserimento di opere di urbanizzazione primaria in via Carnia per 158.271,83 euro. L’avanzo di amministrazione 2025, costituisce la principale copertura finanziaria per gli interventi straordinari”.
I tre emendamenti, due di Battaggia e uno di Segattini sono stati accolti. Il primo punto riguarda una sponsorizzazione proposta dalla Banca di Credito Cooperativo per ammodernare la strumentazione tecnologica dell’Università dell’Educazione Permanente. Il secondo è un finanziamento del Ministero della Cultura per attività di promozione del teatro urbano. L’importo della BCC Veneta è di 10.000 euro, mentre il contributo ministeriale ammonta a 21.238,40 euro.
È inoltre previsto un introito di 80.000 euro per Palazzo Forti, recentemente riaperto per attività espositive che proseguiranno nel periodo estivo, grazie a un finanziamento della Fondazione Cariverona. L’emendamento del consigliere Segattini riguarda invece modifiche agli importi richieste dagli uffici, relative alle opere di urbanizzazione primaria e al contributo di sostenibilità connesso al PUA Pragobbo, situato in circoscrizione 3^.
DIBATTITO
La consigliera Carla Padovani di Verona PER ha chiesto di sapere i nomi degli sponsor per il Palaforum inerenti il bando di gara.Risposta che gli è stata data in aula.
Il consigliere Massimo Mariotti di Fratelli d’Italia ha espresso insoddisfazione per il fatto che emendamenti e ordini del giorno approvati con il voto dell’opposizione non abbiano ancora trovato attuazione concreta, invitando l’amministrazione a dimostrare con i fatti il rispetto degli impegni assunti prima di portare nuove delibere in consiglio.
Con l’approvazione all’unanimità della delibera 26/2026 (32 voti favorevoli) è iniziato l’iter per la messa in sicurezza di via Camposanto con la realizzazione di un ponte sul progno Avesa di collegamento con via Consortia.
“L’intervento punta a ripristinare la continuità della viabilità interrotta dopo la chiusura del guado, migliorando sicurezza e accessibilità dell’area e complessivamente la mobilità nel quartiere di Avesa, integrando viabilità, percorsi ciclopedonali e attenzione al contesto ambientale. – ha precisato l’assessore alle Strade, Federico Benini – Di fatto si crea una cerniera tra tra Avesa ovest e Avesa est utile soprattutto per pedoni e biciclette. Un’opera storica dato che il ponte non era transitabile da 5 anni poiché il Genio Civile ha realizzato muri di contenimento lungo il progno per garantire la sicurezza delle aree limitrofe”.
L’opera prevede la costruzione di un ponte stradale a senso unico, affiancato da una pista ciclopedonale larga 2,50 metri e da un marciapiede rialzato di 1,20 metri. Il costo complessivo dell’intervento è pari a 1,3 milioni di euro, finanziati per 1,2 milioni con avanzo di amministrazione del bilancio comunale 2024 e per 100 mila euro con fondi vincolati. I lavori rientrano nella programmazione triennale delle opere pubbliche 2025-2027 e hanno già ottenuto i necessari pareri favorevoli nell’ambito della conferenza dei servizi.
DIBATTITO
Il consigliere Luigi Pisa di Forza Italia ha sottolineato come “sia un’opera attesa e sentita dal territorio, che finalmente restituisce un collegamento importante alla zona. Auspichiamo che in fase di realizzazione si valuti anche la possibilità di un doppio senso di circolazione, per rispondere ancora meglio alle esigenze dei cittadini.”
Salvatore Papadia, consigliere di Forza Italia ha sottolineato che “siamo soddisfatti di vedere realizzato qualcosa che va nell’interesse concreto dei cittadini, anche grazie a un emendamento di Forza Italia del 2022. Chiediamo all’amministrazione di valutare, una volta completata l’opera, la possibilità di un senso unico alternato per ridurre i disagi alla viabilità locale.”
Il consigliere Michele Breasola del Pd ha messo in risalto il fatto che “oggi segniamo un passo importante al termine di un percorso lungo otto anni, che ha visto la Circoscrizione 2^ battersi con perseveranza per restituire ad Avesa un collegamento sicuro tra le due sponde del Progno, danneggiato dal nubifragio del settembre 2018”.
La consigliera Padovani ha espresso perplessità sulla quantificazione delle spese per gli imprevisti.
DICHIARAZIONI DI VOTO
Il consigliere Pietro Trincanato di Traguardi ha ribadito che si tratta di un segnale concreto del modello di agire di questa amministrazione “ che le cose le fa più che annunciarle, realizzando progetti e andando incontro alle richieste dei cittadini senza timore di aprire cantieri e impegnare risorse.”
Secondo il consigliere Alberto Falezza del Pd “il ponte non è solo un collegamento stradale: restituisce ad Avesa la possibilità di muoversi in sicurezza, in auto e in bicicletta, senza attraversare il centro storico della frazione, con benefici concreti per famiglie, studenti e ciclisti quotidiani.”
Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato le modifiche ad alcuni articoli del Regolamento TARI con la delibera n. 22/2026 approvata con 21 voti favorevoli, 2 contrari e 5 astenuti.
“Le principali novità riguardano tre ambiti” ha spiegato l’assessore ai Tributi, Michele Bertucco.
“Per le utenze domestiche (art. 20), – ha detto Bertucco – si recepisce quanto stabilito da ARERA con la delibera 133/2025: il bonus sociale rifiuti verrà erogato automaticamente, senza necessità di fare domanda.
Per le attività commerciali e artigianali in zona cantieri (art. 21), la soglia di calo del fatturato richiesta per accedere alla riduzione TARI scende dal 30% al 20%. L’agevolazione è retroattiva dal 1° gennaio 2024 e la domanda va presentata entro il 31 luglio dell’anno successivo al verificarsi dei presupposti”.
Per le utenze non domestiche virtuose (art. 21), si confermano e precisano due riduzioni già esistenti: l’80% sulla quota variabile per i pubblici esercizi che usano esclusivamente stoviglie biodegradabili, e l’80% sulla superficie dedicata alla vendita di prodotti alla spina nei negozi al dettaglio.
Le riduzioni complessive sono stimate in 100.000 euro annui a partire dal 2026, senza alterare gli equilibri di bilancio.
DIBATTITO
Carla Padovani di Verona PER ha chiesto l’ordine di grandezza delle riduzioni previste, non avendo avuto modo di porre la domanda in commissione.
Il consigliere Carlo Beghini del Pd sottolinea positivamente l’abbassamento della soglia di ammissibilità alle riduzioni TARI dal 30% al 20% per gli esercizi penalizzati dai cantieri, “e invito l’amministrazione a incentivare e divulgare attivamente l’uso di stoviglie biodegradabili, coinvolgendo gli assessori competenti”.
Il consigliere Giacomo Cona di Traguardi ha apprezzato le semplificazioni introdotte, in particolare per l’area di Ponte Nuovo e per le utenze non domestiche. “Propongo – ha detto – inoltre di valutare in futuro una premialità anche per chi utilizza esclusivamente vetro e stoviglie lavabili, eliminando del tutto la produzione di rifiuti”.
Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato con 22 voti favorevoli e 9 astenuti la proposta n. 30/2026 (approvata con voti favorevoli e ) un nuovo Regolamento comunale sugli interventi di disinfestazione nelle aree private. Il provvedimento, illustrato dall’assessore Michele Bertucco, in sostituzione dell’assessore all’Ambiente, Tommaso Ferrari, nasce dalla necessità di contrastare le malattie trasmesse da vettori — in particolare arbovirosi come Dengue, Chikungunya e West Nile Virus, veicolate dalla zanzara Tigre e dalla zanzara Comune — la cui diffusione è aggravata dai cambiamenti climatici. Il Regolamento recepisce le Linee di indirizzo regionali approvate dalla Regione Veneto con delibera n. 421/2025, che richiedono ai Comuni di dotarsi di uno strumento normativo uniforme per la lotta integrata ai culicidi nelle aree private. Oltre alle zanzare, il testo disciplina anche il contrasto alla processionaria del pino — parassita presente stabilmente sul territorio e pericoloso per persone e animali — e alle infestazioni da topi, ratti e blatte. L’obiettivo è coinvolgere attivamente cittadini, condomini e gestori di aree verdi private, affinché le azioni comunali sulle aree pubbliche non siano vanificate dall’assenza di interventi sui fondi contigui. Il provvedimento non comporta oneri finanziari per il Comune. Dopo l’esecutività della delibera, il Regolamento sarà ripubblicato per 15 giorni, al termine dei quali entrerà in vigore.
IL DIBATTITO
Secondo la consigliera Barbara Tosi di Verona per Tosi “va bene coinvolgere i privati nella derattizzazione e nella cura del verde, ma il Comune deve dare il buon esempio: troppe zone della città, a partire dalle aree del porta a porta, presentano ancora criticità evidenti”.
LA MOZIONE
Il consigliere di Forza Italia, Luigi Pisa, ha presentato la mozione 485 “Viabilità e infrastrutture strategiche per il territorio veronese – Atto di indirizzo per lo studio e la realizzazione del “passante a nord”, altresì definito “traforo delle Torricelle”, per la riduzione del traffico urbano e dell’inquinamento atmosferico. Mozione sottoscritta da tutto il centrodestra che esprime la necessità di sostenere l’urgente completamento dell’anello circonvallatorio delle tangenziali da Poiano a Verona Nord, collegando la Valpantena con la Valpolicella. La mozione non è stata accolta con 22 voti contrari e 13 favorevoli.
IL DIBATTITO
Per la consigliera Carla Padovani “Il traforo delle Torricelle è una necessità di buon senso per la città, indipendentemente dal colore politico: serve la chiusura dell’anello circonvallatorio e lo penso coerentemente da decenni, per questo ho sottoscritto e voterò a favore della mozione.”
Secondo il consigliere di Traguardi, Giacomo Cona “La mozione presenta contraddizioni evidenti: non si può chiedere contemporaneamente un’infrastruttura urbana ed extraurbana, né risolvere la congestione di Veronetta collegando meglio sia Borgo Trento che Negrar. Prima di parlare di soluzioni, servono obiettivi chiari.”
Il consigliere Carlo Beghini del Pd ha spiegato che “non mi oppongo a ragionare sul passante a nord, ma la mozione propone un progetto che non è una circonvallazione urbana: è un nuovo asse autostradale mascherato da opera cittadina”.
Pietro Trincanato di Traguardi ha evidenziato come “questa mozione torni puntualmente ogni cinque anni, in prossimità delle elezioni, targata come iniziativa esclusiva del centrodestra, che però in quindici anni di governo della città non ha mosso un sasso sul tema. Il testo è vago sulla soluzione viabilistica, contiene imprecisioni storiche documentabili, e nel dispositivo chiede al sindaco di attivarsi presso un ministro e una regione che sono già espressione della stessa maggioranza politica dei firmatari: se avete bisogno di chiamarli, non credo si debba passare dal sindaco.”
L’ORDINE DEL GIORNO
Parallelamente il consigliere del Pd, Fabio Segattini ha presentato l’Ordine del Giorno 594 sulla “Viabilità e infrastrutture strategiche per il territorio veronese. Attraversamento est ovest a nord di Verona” accolto con 20 voti favorevoli, 1 contrario e 6 non espressi.
L’Ordine del giorno invita Sindaco e Giunta ad aprire un tavolo di confronto tra Regione Veneto, Provincia di Verona e Comune di Verona al fine di valutare, sulla base dei flussi di traffico aggiornati, quali soluzioni di miglioramento del trasporto pubblico locale, rafforzamento del sistema ferroviario regionale e infrastrutture viarie siano utili attuare in base all’efficacia e alla sostenibilità economica e ambientale per migliorare l’accessibilità della provincia e del comune di Verona
L’Ordine del Giorno affronta il tema della viabilità e delle infrastrutture strategiche per il territorio veronese, con particolare riferimento alla necessità di un collegamento est-ovest a nord della città. Il documento parte dalla constatazione che Verona è sistematicamente fuori dai limiti di legge per le concentrazioni di PM10, e che il traffico automobilistico — costretto ad attraversare il centro urbano — è una delle cause principali dell’inquinamento. Il nodo critico è il collegamento tra la zona est e la zona ovest a nord del centro storico, oggi gravato da congestione sull’asse Ponte Aleardi–via Ca’ di Cozzi. Tra le soluzioni prospettate figura il completamento dell’anello circonvallatorio a nord, da progettare con attenzione alla qualità ambientale e con possibili tratti in copertura o trincea. La mozione elenca una serie di obiettivi trasversali: migliorare l’accesso al polo ospedaliero di Borgo Trento, decongestionare i quartieri Veronetta, Avesa, Ponte Crencano e Quinzano, pedonalizzare il Lungadige Regaste Redentore, e garantire l’efficienza della filovia in corso di realizzazione. Si dà conto inoltre dei cantieri AV/AC e di uno studio sui flussi di traffico provinciali affidato dalla Regione Veneto a Infrastrutture Venete. Ricordando anche i tentativi precedenti — tra cui un Project Financing 2007-2017 decaduto e uno studio di fattibilità del 2022.
IL DIBATTITO
Papadia ha sottolineato come “il centrodestra si è presentato unito su questa mozione e lo farà anche alle prossime elezioni: i cittadini ci chiederanno conto di quello che abbiamo fatto e siamo pronti a rispondere”.
Il consigliere Alberto Battaggia di Dts ha rilevato come “al di là delle polemiche politiche, il punto centrale resta la definizione degli obiettivi: un passante a nord può avere senso non solo per la mobilità, ma soprattutto per restituire Veronetta e il Lungadige Redentore alla città, e questo da solo vale la discussione.”
Pietro Trincanato ha spiegato che “l’ordine del giorno, a differenza della mozione bocciata, è un testo condiviso e già approvato quasi all’unanimità in Provincia: punta ad aggiornare il quadro conoscitivo, definire obiettivi chiari e aprire un tavolo istituzionale serio tra Comune, Provincia e Regione, integrando le nuove infrastrutture di trasporto pubblico già in corso.”
Barbara Tosi ha evidenziato come “l’ordine del giorno invita il sindaco invece di impegnarlo, e questa non è una questione di forma: la parola scelta rivela quanto questa maggioranza sia davvero convinta di voler risolvere il problema della viabilità a nord della città.”
Il consigliere Francesco Casella del Pd ha rilevato che “questo testo è esattamente quello che il centrodestra ha già votato in Provincia appena due settimane fa: dopo quarant’anni di sole parole sul nodo viabilistico a nord, è il momento di cambiare approccio e costruire un percorso condiviso tra tutte le istituzioni, sfruttando anche le opportunità dell’alta velocità e della filovia.”
Per Giacomo Cona di Traguardi “l’ordine del giorno è più responsabile della mozione: indica obiettivi precisi — l’accessibilità all’ospedale di Borgo Trento, la pedonalizzazione del Lungadige Redentore, il ricollocamento dell’Istituto Giorgi — e affida gli spostamenti interprovinciali alle tangenziali esistenti, invece di ipotecare miliardi su un’opera ancora tutta da definire.”
Secondo la consigliera Carla Padovani “mozione e ordine del giorno condividono le stesse premesse e riconoscono entrambi il passante nord come possibile soluzione: la differenza è solo nell’approccio, ma ai cittadini che vivono in quelle zone quello che conta è risolvere il problema, non il colore politico di chi lo fa.”
Paolo Rossi di Verona Domani ha sottolineato come “con questo ordine del giorno la maggioranza si è palesata contraria al traforo delle Torricelle: chiedere generici studi di fattibilità a una giunta a fine mandato equivale a rimandare ancora una volta una risposta che i cittadini attendono da decenni.”
La consigliera Jessica Cugini di Sinistra Italiana “condivido l’obiettivo del Pat di ridurre del 40% l’utilizzo delle auto. Filovia, parcheggi scambiatori e trasporto pubblico potenziato sono la direzione giusta, e solo dopo aver valutato questi strumenti ha senso ragionare su ulteriori infrastrutture viabilistiche”.
Mentre per il consigliere della Lega, Nicolò Zavarise “53 milioni destinati al traforo sono stati dirottati su un’altra opera e il tema non è mai entrato nell’agenda di questa amministrazione fino a oggi, quando viene tirato fuori solo perché lo propone l’opposizione.”
La consigliera Patrizia Bisinella di Fare ha sottolineato che “questo ordine del giorno è sostanzialmente un invito a sindaco e giunta, un documento che non nomina il traforo, non impegna nessuno e non vale nulla, mentre i cittadini e il mondo produttivo di oltre quaranta comuni della provincia aspettano risposte.”
Per Carlo Beghini “Il problema esiste e nessuno lo nega, ma la soluzione proposta dalla mozione non è una circonvallazione urbana: è un nuovo asse autostradale che non risolverebbe il congestionamento del Lungadige Redentore. Serve un tavolo istituzionale serio tra tutti i livelli di governo per trovare risposte efficaci e sostenibili.”
Massimo Mariotti si è rivolto alla maggioranza: “Quando siete voi ad aver bisogno di qualcosa invocate collaborazione istituzionale e lavoro comune, ma quando è l’opposizione a fare una proposta — anche ragionevole — rispondete sempre con un contro-documento o con il voto contrario”.
Antonio Benetti del Pd ha espresso l’intenzione di votare a favore perché “su un tema così complesso serve metodo, non scorciatoie: prima di scegliere un’infrastruttura occorre valutare cosa stanno già producendo i cambiamenti in corso alla mobilità urbana, e solo allora individuare interventi davvero efficaci e sostenibili.”
DOMANDA DI ATTUALITA’
La consigliera Carla Padovani ha chiesto “se corrisponde al vero che a breve verrà intitolato un giardino pubblico a Luigi Brentegani come proposto in una mozione approvata all’unanimità il 28 settembre 2023. Due mesi fa in aula mi era stato risposto che sarebbe stata fatta l’intitolazione ad aprile”. L’assessore ai Giardini e all’arredo urbano, Federico Benini ha risposto che “Si concluderà l’iter per l’affidamento della targa nelle prossime quattro settimane e poi organizzeremo la cerimonia di intitolazione”.

