A Montecitorio il convegno nazionale ADMO per i 35 anni di attività. In Italia superati i 649 mila iscritti al Registro, con 37.566 nuovi giovani donatori nel 2025.
Roma, 13 maggio 2026
Il Veneto si conferma una delle regioni più virtuose d’Italia nella cultura della donazione di midollo osseo, grazie a una rete costruita negli anni tra volontariato, sistema sanitario e attività di sensibilizzazione nei territori e nelle scuole.
È emerso con forza oggi a Palazzo Montecitorio, durante il convegno nazionale “Il futuro del dono: il ruolo di ADMO tra scienza e solidarietà”, promosso da ADMO Nazionale ETS nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, in occasione dei 35 anni di attività dell’associazione.
Proprio il Veneto è stato indicato tra le realtà di riferimento a livello nazionale, grazie a numeri che raccontano un sistema capace di coinvolgere i giovani e trasformare la cultura del dono in risultati concreti.
Il Registro Regionale Veneto-Trentino Alto Adige conta infatti oggi oltre 101 mila donatori attivi, pari al 18,5% degli iscritti italiani, e contribuisce ogni anno con oltre 6 mila nuovi donatori, il 21% del totale nazionale.
Ancora più significativo il dato relativo alle donazioni effettive: dal 1989 ad oggi i donatori veneti hanno effettuato 1.758 donazioni di cellule staminali emopoietiche, rappresentando oltre un quarto delle donazioni nazionali.
Dati presentati durante il convegno da Aurora Vassanelli, dirigente medico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, che ha illustrato il modello veneto come esempio di collaborazione efficace tra associazioni, sanità pubblica e sensibilizzazione territoriale.
“Posso affermare con orgoglio che nella mia Regione, il Veneto, grazie al costante lavoro di sensibilizzazione portato avanti, il numero dei nuovi iscritti al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo continua a crescere in maniera significativa”, ha sottolineato l’onorevole Arianna Lazzarini, promotrice dell’iniziativa a Montecitorio.
Il convegno ha riunito istituzioni, medici, rappresentanti del mondo scientifico e del volontariato per riflettere sul valore della donazione di cellule staminali emopoietiche e sulle nuove sfide legate al reclutamento dei giovani donatori, all’evoluzione della ricerca e al ruolo sempre più centrale della rete tra associazioni, sanità e istituzioni.
A portare il proprio messaggio anche il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana che, impossibilitato a partecipare per impegni istituzionali, ha inviato un messaggio letto in apertura dei lavori.
“Incontri come il vostro testimoniano la vitalità di un’Italia che riconosce nel dono un valore inestimabile e dimostrano quanto sia radicata nel nostro Paese la cultura della generosità”, ha scritto Fontana, ricordando come il fenomeno della donazione stia vivendo “una stagione positiva, con punte di eccellenza in regioni quali Emilia-Romagna, Lombardia, Sardegna e Veneto”.
Al centro della mattinata gli interventi della Presidente di ADMO Nazionale ETS Rita Malavolta e di Nicoletta Sacchi, Direttore IBMDR – Registro Italiano Donatori Midollo Osseo, che hanno approfondito l’evoluzione della donazione negli ultimi trent’anni e la necessità di rafforzare ulteriormente il coinvolgimento della fascia 18-35 anni.
Oggi ADMO conta 649.303 potenziali donatori iscritti al Registro nazionale e solo nel 2025 sono stati 37.566 i nuovi potenziali donatori entrati nella rete della solidarietà. Numeri che testimoniano una crescita costante della cultura del dono ma che evidenziano anche quanto sia necessario continuare a investire nella sensibilizzazione delle nuove generazioni.
“Parlare di dono oggi significa parlare di responsabilità collettiva, di cultura della solidarietà e di fiducia nella scienza – ha sottolineato Rita Malavolta, Presidente ADMO Nazionale ETS –. Ogni nuovo giovane iscritto al registro può rappresentare una possibilità concreta di vita per qualcuno”.
Particolarmente significativo il momento dedicato alla premiazione di Oliver Beatrice, il più giovane donatore effettivo di midollo osseo del 2025, sensibilizzato durante un incontro organizzato da ADMO Lombardia in una scuola superiore del Varesotto. Una testimonianza concreta di come l’incontro con i giovani nei luoghi della formazione possa trasformarsi in un gesto capace di salvare vite.
Uno dei momenti centrali della giornata è stata inoltre la firma del protocollo di collaborazione tra ADMO Nazionale ETS e Croce Rossa Italiana, sottoscritto dal Presidente della CRI Rosario Valastro e dalla Presidente di ADMO Rita Malavolta.
L’accordo punta a rafforzare le attività comuni di sensibilizzazione, promozione della cultura del dono e coinvolgimento dei cittadini attraverso iniziative condivise sul territorio nazionale.
Il convegno ha ospitato inoltre approfondimenti scientifici dedicati alle nuove frontiere del trapianto di midollo osseo e delle cellule staminali emopoietiche, con particolare attenzione all’ambito pediatrico, grazie all’intervento di Adriana Balduzzi, Direttore della Clinica Pediatrica e Responsabile del Centro Trapianti Midollo Osseo dell’IRCCS San Gerardo di Monza.
La giornata è stata moderata dalla giornalista veneta Micaela Faggiani, già responsabile della comunicazione di ADMO Veneto.

