Bruxelles, 12 giugno ’26
“Fertilizzanti, la Commissione interviene nella direzione che chiedevamo: ha deciso di garantire liquidità alle aziende agricole, in modo da scongiurare ripercussioni negative in termini di produzione e sicurezza alimentare. Ora servono anche politiche strutturali e non solo di risposta alle emergenze”.
È il commento dell’europarlamentare di Forza Italia (PPE), Flavio Tosi, dopo il pacchetto di misure annunciato dalla Commissione europea per sostenere gli agricoltori colpiti dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Il pacchetto, che s’inserisce nel solco del Piano d’Azione sui fertilizzanti, mobilita fino a 540 milioni di euro attraverso la riserva agricola e introduce maggiore flessibilità nell’ambito della Politica Agricola Comune.
“Si tratta – dice Tosi – di un intervento necessario in una fase in cui molti agricoltori europei stanno affrontando costi elevati e forte incertezza a causa delle tensioni geopolitiche e delle interruzioni delle catene di approvvigionamento. È positivo che la Commissione abbia recepito le richieste avanzate dal PPE e da Forza Italia a sostegno del settore agricolo e abbia deciso di intervenire con strumenti immediati”.
Tosi, tuttavia, specifica che il sostegno finanziario rappresenta una prima risposta “a una questione più ampia che riguarda la competitività del sistema agricolo europeo e la sua capacità di resistere agli shock internazionali”.
“Il rincaro dei fertilizzanti – continua Tosi – è infatti strettamente legato ai costi energetici e alle dipendenze strategiche dell’Unione europea da fornitori esterni. Ecco perché occorre proseguire nel percorso avviato con il Piano d’Azione sui fertilizzanti, rafforzando la produzione europea e diversificando le fonti di approvvigionamento. Allo stesso tempo, è necessario monitorare attentamente l’impatto che strumenti come l’ETS e il CBAM possono avere sui costi energetici e produttivi dell’industria europea dei fertilizzanti e, di conseguenza, sugli agricoltori. Se vogliamo preservare la competitività del nostro settore primario, dobbiamo evitare che oneri regolatori e costi indiretti legati alla transizione finiscano per tradursi in ulteriori aumenti dei costi di produzione.”

