Cari Lettori,
eccoci a una nuova puntata della mia rubrica: Il Colonnello intervista…
Oggi siamo con Giulio Romano.
Giulio Romano è un ex ufficiale della Guardia di Finanza, giurista e docente universitario con una formazione internazionale maturata tra Italia, Stati Uniti e Russia.
Dopo gli studi in Italia e il servizio come ufficiale della Guardia di Finanza in diverse sedi operative, ha proseguito il proprio percorso accademico negli Stati Uniti, specializzandosi in diritto internazionale, relazioni internazionali e studi giuridici comparati.
Nel corso della sua carriera ha svolto attività di ricerca e insegnamento presso università statunitensi, occupandosi di filosofia del diritto, studi classici, diritto internazionale e analisi geopolitica.
Ha inoltre collaborato con studiosi e istituzioni accademiche internazionali nell’ambito della linguistica, della filologia e della storia delle idee politiche.
Attualmente continua a dedicarsi alla ricerca e alla divulgazione, con particolare attenzione ai rapporti tra storia, diritto internazionale, filosofia politica, geopolitica e dinamiche del potere contemporaneo.
Insomma è un personaggio davvero incredibile che vale la pena conoscere di più.
Sentiamo cosa ha da dirci.
Vivendo negli Stati Uniti, quanto la politica americana vista dal vivo è diversa dal racconto che ne arriva nel resto del mondo?
“La differenza è notevole. L’immagine dell’America che arriva in Europa è spesso filtrata e semplificata. Negli Stati Uniti esistono forti divisioni culturali, sociali e politiche. Inoltre una parte crescente della popolazione, soprattutto tra i giovani, non si informa più attraverso la televisione tradizionale ma tramite piattaforme digitali, podcast e social network. Questo ha aumentato la pluralità delle fonti, ma anche la frammentazione dell’opinione pubblica.”
Che rapporto hanno oggi gli americani con la politica?
“La maggioranza segue la politica in modo intermittente, spesso attraverso contenuti brevi. Esiste una fascia molto preparata, ma una parte significativa della popolazione percepisce la politica internazionale come distante dalla vita quotidiana. Questo rende più difficile affrontare temi complessi come geopolitica e diritto internazionale. La qualità del dibattito dipende anche dal livello di istruzione e dalla capacità di contestualizzare gli eventi.”
I giovani si informano in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti?
“Sì. Lo smartphone è diventato il principale strumento di informazione. Questo permette accesso rapido a molte fonti, ma aumenta anche il rischio di informazioni frammentarie e poco approfondite.”
Le democrazie occidentali sono ancora rappresentative o si stanno trasformando?
“Le democrazie occidentali stanno attraversando una fase di trasformazione profonda. Molti cittadini percepiscono una distanza crescente tra istituzioni e popolazione. Globalizzazione, concentrazione della ricchezza e piattaforme tecnologiche hanno modificato gli equilibri della rappresentanza politica. La sfida è preservare le libertà adattandole al XXI secolo.”
Oggi chi esercita maggiore influenza: politica, finanza o tecnologia?
“Sono sempre più intrecciate. La politica resta centrale, ma finanza globale e piattaforme tecnologiche hanno un’influenza crescente su economia, comunicazione e cultura. Capire il mondo contemporaneo significa leggere questa interazione senza semplificazioni.”
Negli Stati Uniti esiste più libertà di espressione rispetto all’Europa?
“Gli Stati Uniti hanno una forte tradizione di libertà di parola legata al Primo Emendamento. Questo favorisce un dibattito molto aperto e competitivo. Tuttavia esistono anche pressioni politiche, economiche e mediatiche che influenzano la circolazione delle informazioni. La differenza principale è la maggiore frammentazione del sistema informativo.”
Come viene percepita oggi la figura del Presidente Donald Trump negli Stati Uniti?
“L’immagine di Donald Trump è molto polarizzata. Per una parte dell’elettorato rappresenta una critica all’establishment e alla globalizzazione, per altri una figura divisiva. Più che un leader politico, è diventato un fenomeno culturale che riflette le fratture della società americana.”
Come viene percepito oggi il ruolo globale dell’America?
“Le opinioni sono diverse. Una parte considera gli Stati Uniti una potenza indispensabile, altri ritengono che debbano concentrarsi sui problemi interni. Questa divisione emerge anche nel giudizio sulla politica estera.”
Qual è la sua valutazione del conflitto tra Russia e Ucraina?
“Ogni conflitto va analizzato nelle sue cause storiche e strategiche. La guerra in Ucraina evidenzia i limiti della diplomazia internazionale e la difficoltà di costruire un sistema di sicurezza condiviso. La priorità dovrebbe essere la ricerca di soluzioni diplomatiche sostenibili ed evitare ulteriori escalation.”
Come giudica il ruolo del Presidente Vladimir Putin della Federazione Russa?
“Putin è una delle figure più influenti della politica contemporanea. Non si può comprendere la geopolitica attuale senza analizzare il ruolo della Russia come grande potenza e la sua percezione della sicurezza. Molti errori nascono dalla semplificazione della realtà russa e dalla mancata considerazione della sua storia politica.”
Qual è la sua opinione sulla situazione in Medio Oriente?
“Il Medio Oriente mostra quanto sia difficile risolvere conflitti radicati nella storia e nelle identità. Il rispetto del diritto internazionale dovrebbe essere applicato in modo coerente, senza doppi standard. La credibilità delle istituzioni dipende proprio da questo.”
Ritiene che le istituzioni internazionali siano ancora efficaci?
“Sono indispensabili, ma in difficoltà. Le istituzioni nate nel secondo dopoguerra operano oggi in un mondo multipolare molto più complesso. La sfida è renderle più efficaci e capaci di prevenire i conflitti.”
Quale lezione storica ci aiuta a comprendere il presente?
“La storia mostra che gli errori tendono a ripetersi. Le crisi del Novecento insegnano l’importanza di difendere istituzioni, diritti e dignità umana. Studiare la storia serve anche a riconoscere i segnali del presente.”
Quale filosofo ritieni particolarmente attuale?
“Hannah Arendt. Le sue riflessioni su totalitarismo e responsabilità individuale restano fondamentali per interpretare il potere contemporaneo.”
Il concetto di “banalità del male” è ancora attuale?
“Sì. Arendt mostra come fenomeni gravi possano essere normalizzati nelle società moderne. Il suo insegnamento richiama la responsabilità individuale e la necessità di uno spirito critico costante.”
Qual è il confine tra analisi critica e semplificazione?
“Il rigore intellettuale. Criticare il potere è necessario, ma ogni analisi deve basarsi su dati, studio e verifica delle fonti. La semplificazione eccessiva porta alla propaganda.”
Qual è la più grande illusione politica del nostro tempo?
“Credere che problemi complessi abbiano soluzioni semplici. Le grandi questioni contemporanee richiedono competenza e confronto, non scorciatoie ideologiche.”
Cosa pensa del caso Epstein?
“Il caso continua a sollevare interrogativi internazionali. Servono trasparenza e chiarimenti, ma è necessario attendere sviluppi giudiziari e documentali prima di trarre conclusioni.”
Caso Kennedy: cosa insegna il rapporto tra storia e verità?
“Vicende come quella di John F. Kennedy mostrano l’importanza dell’accesso alle fonti. La storia è un processo continuo di verifica e interpretazione critica.”
La “guerra giusta” è ancora un concetto valido?
“Il concetto accompagna il pensiero politico da oltre duemila anni. Oggi resta centrale nel diritto internazionale per discutere legittimità e limiti dell’uso della forza. La priorità resta la prevenzione dei conflitti.”
Perché sono importanti gli studi classici?
“Latino e greco aiutano a comprendere le origini del pensiero politico e giuridico occidentale. Sono strumenti di formazione critica ancora oggi attuali.”
Un libro per capire il presente?
“The Guns of August di Barbara Tuchman. Mostra come errori e tensioni possano portare a crisi globali impreviste.”
Qual è la qualità più importante per comprendere il mondo?
“Il dubbio intellettuale. Non scetticismo, ma capacità di verificare e rimettere in discussione le proprie convinzioni.”
Cosa vuole dire a chi la segue?
“Lo spirito critico è fondamentale. Bisogna confrontare fonti, studiare e costruire opinioni autonome.”
Consiglio ai giovani?
“Studiare. Storia, diritto, filosofia e lingue sono strumenti per comprendere il mondo e partecipare consapevolmente alla società.”
L’intervista con Giulio Romano offre una riflessione su politica, storia e diritto internazionale.
In un’epoca di informazione veloce e frammentata, il suo messaggio centrale resta la necessità di studio, approfondimento e pensiero critico come strumenti fondamentali per interpretare la complessità del presente.
Ringrazio per la disponibilità e per la professionalità accademica il Professor Giulio Romano e vi do appuntamento con il prossimo ospite.

