Poi la proposta: “Chiamiamo lo stadio Bentegodi-Bagnoli, la doppia denominazione è possibile”
Verona 21 luglio 2026.
“Bisogna essere realisti e non raccontare favole: difficilmente Verona sarà tra le cinque sedi italiane di Euro 2032. Quindi lo diciamo chiaro: se la Regione vuole destinare fondi europei per la ristrutturazione del Bentegodi ben venga, ma il Comune non utilizzi milioni di euro di soldi pubblici dei veronesi a scatola chiusa, senza garanzie certe”.
Lo dice l’europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi, che entra nel dibattito sulla riqualificazione del Bentegodi nel volano dell’Europeo di calcio, con Verona nelle dieci città italiane candidate a ospitarlo, “ma con poche probabilità di entrare nelle cinque prescelte” sottolinea Tosi.
La ragione è chiara, per Tosi: “L’amministrazione Tommasi ha accumulato anni di ritardo. Ora, a tre mesi dal termine imposto dalla Uefa (ottobre 2026, nda), è in alto mare, senza un suo progetto e senza alcuna copertura economico-finanziaria. C’è sì il progetto che sta predisponendo la proprietà americana dell’Hellas, la quale però chiede sia integrato da risorse pubbliche, in particolare statali, che oggi non ci sono. Pertanto, Verona ha poche probabilità di essere tra le cinque prescelte”. Infatti, ricorda Tosi, “Torino lo stadio a norma lo ha già, Firenze sta lavorando a pieno ritmo, Milano e Roma per motivi geopolitici ci saranno sicuramente, e lo stesso vale per una città del sud o delle isole. Siamo già a cinque e c’è anche Bologna”. Dunque, per Tosi, “è irricevibile che Comune impegni milioni di euro dei veronesi alla cieca, per un’ipotesi altamente improbabile”.
Tosi invece apre alla possibilità di intitolare lo stadio a Osvaldo Bagnoli, ma salvaguardando la memoria anche della figura del mecenate veronese Marcantonio Bentegodi: “Potremmo chiamarlo Bentegodi-Bagnoli, è tecnicamente fattibile, a Verona abbiamo già il precedente del Gavagnin-Nocini”.

