Pomeriggio danzante il 19 novembre, alla discoteca Dorian Gray di Cadidavid, promosso dall’Unione Parkinsoniani per sottolineare l’importanza che la danza-terapia ha sui malati
Verona, 14 novembre 2017
Ballare non è soltanto una fonte di svago e divertimento, ma può portare a livello sia fisico che psicologico parecchi benefici alle persone affette da Parkinson: nel migliorare l’equilibrio, la mobilità, la qualità di vita e anche nel ridurre le cadute. Per questo l’Unione Parkinsoniani Verona, in collaborazione con il neurologo Luciano Deotto e la compagnia “Neuro per voi”, organizza per domenica 19 novembre (dalle 15.30 alle 18.30), un pomeriggio danzante alla discoteca Dorian Gray di Cadidavid.
Calzature e abbigliamento comodi, poi tutti a danzare con il sottofondo di una melodia ritmata, oppure di canzoni più lente che richiedono movimenti dolci e aggraziati. Ad esempio il “ballo della mattonella” che negli anni ’60-70 ha segnato un’epoca, riempiendo le balere e le piste delle feste di paese. Atmosfere del passato che si intende replicare nell’evento “Il ballo della mattonella e non solo. Una domenica come una volta”, guardando però ai molteplici vantaggi che la danza può esercitare su chi è affetto da Parkinson.
«Di particolare interesse per gli ammalati parkinsoniani è la danza-terapia secondo il metodo di Maria Fux, danzatrice e coreografa argentina», premette il presidente dell’Unione Parkinsoniani Verona, dottor Gianluigi Veronesi. «Essendo neurodegenerativa, la malattia compromette nel tempo la qualità di vita del paziente, il cammino, la coordinazione dei movimenti e causa disturbi posturali». Attraverso la danza creativa che nasce dall’individuo e si estende al gruppo con stimoli relazionali ed espressivi, prosegue Veronesi, «il metodo Fux aiuta a stimolare le funzioni residue, aumenta l’autostima e una visione positiva delle proprie capacità, riapre la disponibilità alle relazioni sociali precedentemente accantonate».
L’iniziativa è aperta agli appassionati ballerini, ma soprattutto agli ammalati, specialmente se avevano già un’attitudine a ballare. La musica in generale risveglia emozioni, favorisce la socializzazione, innesca ricordi legati a momenti felici, incoraggia le persone ad avere un atteggiamento positivo e a cercare di superare i propri limiti. Tendenza dei pazienti è invece quella di ridurre il movimento ed isolarsi dall’attività sociale. In questo caso è la danza, con la sua capacità riabilitativa e la sua componente ludica, a sfidare la malattia. «Con buoni risultati», assicura Veronesi.
L’ingresso è a pagamento. Il ricavato dell’evento sarà devoluto all’associazione, alla quale fanno riferimento 400 iscritti tra simpatizzanti, familiari e persone (sono circa la metà) affette dalla patologia. Finalità dell’Unione, in sinergia con la federazione Parkinson Italia, è divulgare una corretta ed esauriente informazione sul Parkinson, in particolare per quanto riguarda l’approccio terapeutico, oltre a sostenere la ricerca.

