In merito alle notizie riportate dalla stampa sulla presentazione di un esposto alla Procura di Verona relativo all’abbattimento dei platani di Via Pasubio, l’Amministrazione di San Martino Buon Albergo ribadisce le ragioni che hanno portato alla scelta di sostituire gli alberi, una decisione assunta a seguito di approfondite valutazioni tecniche e con l’obiettivo prioritario di tutelare la sicurezza delle persone e dei beni.
La scelta è il risultato di un percorso di analisi che ha preso in considerazione le condizioni degli alberi, i ripetuti cedimenti verificatisi negli anni, le caratteristiche strutturali del legno e le possibili alternative di gestione. Nell’agosto 2020 un violento evento meteorologico aveva provocato la caduta di quattro alberi del filare e la rottura di numerosi rami, rendendo necessario un intervento di contenimento e ristrutturazione delle chiome. Nel gennaio 2024 si era dovuto procedere con una nuova potatura a causa dell’ulteriore sviluppo della vegetazione. Il forte temporale dell’11 maggio 2026 ha evidenziato nuovamente la criticità della situazione, provocando ulteriori cadute e ingenti danneggiamenti, con cedimenti di fusti e grosse branche che hanno interessato anche le pertinenze delle abitazioni vicine e la pista ciclopedonale.
Di fronte al ripetersi di questi episodi, il Comune ha incaricato lo Studio Tecnico Pro.Terr.A, che si avvalso della collaborazione dell’Università degli Studi di Padova, di effettuare una valutazione complessiva del filare, approfondendo non soltanto le condizioni degli alberi, ma anche le possibili strategie di intervento. Un elemento particolarmente significativo è emerso dalle analisi sulle caratteristiche meccaniche del legno, condotte dai ricercatori. Le prove di laboratorio hanno confermato l’ipotesi di una fragilità intrinseca del materiale legnoso, formulata a seguito dei danneggiamenti diffusi e delle evidenze osservate sul filare. In presenza di tale fragilità intrinseca, la potatura non garantisce certo l’eliminazione del rischio di rottura dei rami o di schianto degli alberi. La sostituzione degli alberi è dunque una soluzione necessaria per mantenere la sicurezza in un contesto urbano frequentato quotidianamente da cittadini, pedoni, ciclisti e automobilisti. Per questi motivi appare paradossale la ricostruzione secondo cui l’abbattimento sarebbe stato determinato da valutazioni prevalentemente economiche. La motivazione della scelta è esclusivamente la tutela dell’incolumità pubblica.
L’abbattimento dei platani di via Pasubio non rappresenta una rinuncia al verde pubblico, ma l’avvio di un progetto di riqualificazione che prevede 50 nuove alberature, destinate in parte alla ricostituzione del filare di Via Pasubio e in parte alle aree verdi limitrofe. L’obiettivo è mettere a dimora specie adeguate alle caratteristiche del luogo, capaci di svilupparsi in modo equilibrato e stabile, riducendo la necessità di interventi invasivi e garantendo nel tempo i benefici ambientali, paesaggistici e sociali del patrimonio arboreo.
L’Amministrazione prende atto della presentazione dell’esposto e certamente riconosce il diritto di ogni cittadino di rivolgersi alle autorità competenti per chiedere verifiche. Al tempo stesso, ritiene importante che il confronto pubblico si sviluppi sulla base di fatti documentati e una corretta ricostruzione delle scelte compiute.
«Tra i promotori dell’esposto – ricorda il sindaco Giulio Furlani – figurano l’ex sindaco Mario Lonardi e l’ex assessore Umberto Toffalini. Credo sia giusto ricordare che, durante il loro mandato, è stato varato un piano regolatore che ha cementificato il territorio con la costruzione di centri commerciali che hanno avuto un forte impatto anche sulla viabilità. Quando oggi si discute di tutela del verde e qualità dell’ambiente urbano, non si può ignorare la storia delle scelte urbanistiche compiute negli anni».
«Un esempio concreto – aggiunge il vicesindaco Mauro Gaspari – è quello del Parco del Campagnol, uno dei principali spazi verdi della nostra città. Nel 2003 l’amministrazione guidata da Lonardi promosse un progetto che prevedeva proprio in quell’area la realizzazione di una piazza e di un edificio residenziale da quaranta appartamenti. Non stiamo parlando di semplici ipotesi ma di un’iniziativa amministrativa documentata bloccata grazie alla mobilitazione del comitato civico di quartiere e dei cittadini. Forse l’ex sindaco ha dimenticato queste scelte, ma noi no. È importante che anche i cittadini che all’epoca non erano presenti possano conoscere questi precedenti da parte da chi oggi strumentalizza una questione di sicurezza pubblica per ragioni di propaganda elettorale».

