Le malattie reumatici: la svolta dei farmaci innovativi. XI Seminario di Reumatologia della Valpolicella
Sabato 19 maggio dalle 8.30 sala Perez (Negrar)
E’ un ambito in continua evoluzione quello della terapia delle patologie reumatiche, tanto che grazie ai nuovi farmaci molti pazienti vivono lunghi periodi “liberi” dalla malattia e dalle invalidità che comporta. Questo grazie alla “rivoluzione” biotecnologica, che vent’anni fa ha dato vita a molecole prodotte dall’ingegneria genetica, più efficaci dei farmaci sintetici nell’arrestare la progressione del danno anatomico alle articolazioni. Oggi accanto a questi farmaci biologici si inseriscono le “piccole molecole” che aprono nuove opportunità terapeutiche, per patologie che nel mondo (dati Oms) sono seconde per incidenza e morbilità solo alle malattie cardiovascolari.
Un aggiornamento sulle terapie delle malattie reumatiche, rivolto soprattutto ai medici di medicina generale, si terrà sabato 19 maggio presso l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, nell’ambito dell’XI Seminario di Reumatologia in Valpolicella, organizzato dal Servizio di Reumatologia, di cui è responsabile il dottor Antonio Marchetta.
Nel corso della mattinata verrà affrontato anche il tema delle connettiviti, malattie reumatiche sistemiche complesse come il LES (Lupus Eritematoso Sistemico), la Sclerodermia (la malattia dalle “mani bianche), la Sindrome di Sjogren e la polimiosite. Ampio spazio verrà dato alla gestione del dolore in reumatologia, uno dei sintomi più invalidanti che caratterizzano queste patologie. In particolare la Fibromialgia, che in Italia colpisce circa 2 milioni di persone, resa nota al grande pubblico dalla sfortunata Lady Gaga che ha dovuto interrompere i concerti perché “devastata dai dolori”.
Al Seminario parteciperanno come relatori oltre ai medici dell’Ospedale di Negrar, anche specialisti dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona e dell’Ulss 9 insieme ad alcuni medici di medicina generale. Presenzierà all’apertura dei lavori l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto. (in allegato il programma)
“Le ‘piccole molecole’ sono un ulteriore passo avanti nell’evoluzione del trattamento delle malattie reumatiche – spiega il dottor Marchetta -. Sono proteine che agendo a livello intracellulare con meccanismi diversi dai biologici, rappresentano un’opportunità terapeutica importante per tutti quei pazienti che non hanno ottenuto risultati dal trattamento proprio con i biotecnologici. Inoltre, rispetto a quest’ultimi, prevedono la somministrazione per bocca, e non solo parentale, cioè sottocute, o infusiva. Un notevole vantaggio per i pazienti”.
Grazie ai farmaci innovativi – biotecnologici e ‘piccole molecole’ – i danni alle articolazioni provocati dalle artriti croniche (artrite reumatoide, artrite psoriasica e spondilite anchilosante) si arrestano anche per lunghi periodi. “La remissione clinica della malattia – sottolinea il medico – ci consente di allungare i tempi di somministrazione del farmaco o di ridurne le dosi, con conseguenze positive sugli effetti collaterali e sui costi del trattamento, molto onerosi per il Sistema Sanitario Nazionale. I farmaci biotecnologici – prosegue – si stanno dimostrando efficaci anche per la cura delle connettiviti e delle vasculiti, patologie per le quali solo pochi anni fa venivano usate dosi massicce di cortisone e immunosoppressori, non privi di effetti collaterali importanti”.

