Repetita iuvant! La locuzione latina sul giovamento del ripetere un qualcosa calza a pennello per la vecchia situazione di degrado, ormai andato fuori controllo, nei pressi di un’entrata della Motorizzazione Civile in via Apollo, per l’esattezza quella raggiungibile dall’incrocio tra viale delle Nazioni e strada della Genovesa.
“Il Giornale dei Veronesi” aveva già evidenziato il dannoso ed inquinante utilizzo improprio dell’area a ridosso della struttura di controllo tecnico e di funzione amministrativa dei veicoli (di competenza del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), con pezzo e foto su “Il… lato B della Motorizzazione Civile” pubblicato il 7 ottobre 2022 (https://ilgiornaledeiveronesi.it/notizie-verona/citta-di-verona/laltra-verona-il-lato-b-della-motorizzazione-civile/). Ma alla segnalazione non è seguita alcuna doverosa attenzione pubblica di Quinta circoscrizione, delegazione territoriale sud della polizia locale, Amia (Azienda multiservizi d’igiene ambientale) ecc.
E se il quadro di disagio ambientale era già rilevante allora, quanto documentato adesso dimostra un ulteriore, grave peggioramento oltre che un eccesso di strafottenza e senso d’impunità da parte di chi persiste nel riversare di tutto in quella superficie diventata un’incontrollata/tollerata discarica abusiva.














Non contenti dello scarico di laterizi e scarti edilizi di chissà quali consistenze, di taniche contenenti liquidi ignoti, di immondizie in sacchi e cartoni, di componenti d’arredo sfasciati, di cianfrusaglie varie (perfino decorazioni natalizie, posateria e bicchieri) e via elencando, i volgari teppistelli insozzatori hanno perfino appiccato fuochi al materiale in legno, comprese le parti segate d’una palma.


L’acre odore di bruciato ammorba l’aria ed imperversa ancora, a testimonianza d’un declino comportamentale da tso (trattamento sanitario obbligatorio). Possibile che nessuno si sia accorto nemmeno delle fiamme e del fumo? Possibile tanta indifferenza pubblica e privata per uno scempio ecologico del genere? Possibile tanta connivenza per simili episodi d’alterazione e contaminazione del circoscritto ecosistema?
A parte l’atteggiamento d’incivile noncuranza e permissismo di quanti certamente sanno cosa bolli in pentola in quell’angolo di periferia, ciò che lascia maggiormente perplessi è il fatto che basterebbe risistemare e rafforzare il guardrail per impedire l’accesso alla piazzola dal verde ormai alterato, ora ricettacolo di robaccia abbandonata dalla classificazione urgente e da bonificare per evitare effetti nocivi all’uomo ed alla natura.



Qualcuno istituzionalmente preposto si darà da fare dopo questo secondo post-it?
Servizio, foto e video di
Claudio Beccalossi

