San Peretto di Negrar di Valpolicella – L’hanno già fatto. Lo fanno ancora. E certo lo rifaranno. Non smette la cattiva abitudine di riversare materiale di scarto a ridosso dell’antica edicola dedicata a Maria Vergine del Carmelo che fa parte della muratura esterna d’una proprietà vitivinicola, a destra venendo da Arbizzano, lasciata la strada del Recioto, sulla provinciale 12 ed all’inizio di via Tomenighe di Sotto che porta alla caratteristica frazione di San Peretto.

Frazione che vanta nei suoi immediati paraggi, oltre a scorci pedemontani e di buon tempo andato, la chiesa in stile romanico di San Pietro Apostolo (o di San Peretto) risalente al XII secolo, con modifiche risalenti alla seconda metà del XIX. La sua torre campanaria in pietra calcarea spicca nel verde collinare mentre l’interno conserva, nella parete absidale, una pala raffigurante appunto “San Pietro Apostolo”, in una cornice dipinta.
Se la chiesa gode del rispetto e della venerazione popolare, la nicchia con statuetta mariana in via Tomenighe di Sotto, invece, deve vedersela con chi l’oltraggia. Regolarmente ripulita dopo ogni “attentato” ecologico alla piazzola, registra tuttora cumuli di scarti edilizi, di terra d’altra provenienza e di terriccio misto a pietrame.

Niente d’eclatante, per carità, ma pur sempre conferma di quanto sia ghiotto quello spazio a chi voglia disfarsi di scorie scomode senza disturbarsi troppo in smaltimenti regolari.




Come riferiscono alcune scritte apposte, il manufatto sacro è stato eretto nel 1879 dai fratelli Campagnola.


Il cardinale Luigi di Canossa (Verona, 20 aprile 1809 – Verona, 12 marzo 1900, preconizzato vescovo della città scaligera da papa Pio IX il 30 settembre 1861) “accordò 100 giorni d’indulgenza a chi reciterà un’Ave Maria”.
Un’altra epigrafe ricorda che “Venne distrutto dalla furia delle acque torrenziali il dì 5 giugno 1897. I fratelli Campagnola con sublime slancio di pietà lo riedificarono l’anno 1910 a perenne gloria di Maria S. S.”.

Servizio e foto di Claudio Beccalossi


