San Giovanni Lupatoto (Verona) – Transitando in via Federico Garofoli, lasciando il centro alle spalle in direzione di Palazzina e Verona, si può scorgere, sulla destra, un reperto risalente ai tempi in cui il territorio faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia.
Solitaria e dimenticata dai contemporanei, svetta sbilenca, addossata all’interno d’una bassa muratura che recinge un parcheggio di attività imprenditoriali, una croce in marmo su un massiccio basamento. Intaccata da fattori inquinanti (il flusso stradale che le passa davanti è alquanto rilevante) e da restauri negati, reca una datazione a malapena leggibile: 1761.




Sopravvissuto per… forza d’inerzia e senza palesi supporti restaurativi per ben 263 anni, il manufatto avrebbe banale bisogno di cure istituzionali, magari ripulendolo per rendere l’incisione visibile e collocandovi accanto una tabella informativa che lo evidenzi e lo valorizzi.


La croce viene citata nella “Storia di San Giovanni Lupatoto” (Rebellato Editore, Padova, 1966) del maestro elementare (figlio, a sua volta, del maestro Gioacchino) e ricercatore Giuseppe Lavorenti (San Giovanni Lupatoto, 2 gennaio 1922 – San Giovanni Lupatoto, 10 dicembre 1996), innamorato del passato e del presente del comune natio che l’ha ricambiato dedicandogli una via.


A pag. 106 del libro annota che, in conseguenza della piena dell’Adige dell’agosto 1757, avvennero “continue erosioni della scarpata del piano terrazzato fatte dal fiume, specialmente nel luogo dove sorgeva la corte del Lettobon, successivamente distrutta e completamente inghiottita dai franamenti. La corte si trovava nella zona tra le due concerie, nei pressi della Croce di pietra del 1761, sulla destra della strada che da S. Giovanni conduce a Verona”. E, a proposito della situazione precaria della via di comunicazione con la città ed all’esigenza d’averne una carrozzabile, a pag. 107 Lavorenti sottolinea: “Si sentì allora la necessità di congiungere direttamente S. Giovanni con Verona con una strada più agevole”.
Riporta poi quanto scritto da Angelo Merzari nella sua “Monografia del Comune di S. Giovanni Lupatoto” (Verona, 1879): “Nel 1759 fu tracciata la prima strada Comunale carreggiabile da S. Giovanni Lupatoto a Verona e di quest’opera si conserva ancora in Comune una bellissima planimetria di Francesco Canale, primo ing. della magnifica Città di Verona, in data 15 gennaio 1759”. È appunto il percorso che, tuttora, unisce il comune al capoluogo scaligero.
Nel testo del maestro Lavorenti, a pag. 127, viene inserita una foto datata agli anni Cinquanta/Sessanta del secolo scorso (tre bambini accanto alla rete di recinzione che separa da croce e campagna) con la didascalia: “Croce del 1761, sulla strada S. Giovanni Lupatoto – Verona, in località Lettobon, presso il Villaggio Monte Baldo”. Le mutate situazioni da agricole a costruttive sono evidenti, nel passaggio tra ieri ed oggi.

Pur nel suo equilibrio apparentemente precario, la croce dal negligente stato di tutela pare richiamare l’attenzione perché chi può, anzi deve, quanto prima ne assicuri l’assetto e… le rifaccia il look…
Servizio e foto di Claudio Beccalossi
